L’irripetibile storia di Insiel

Management

Si accorciano le distanze fra pubblico e privato: la pubblica amministrazione usa metodi di gestione privatistici, così la software house rigenerata agirà sul libero mercato a livello nazionale e internazionale sfruttando le proprie competenze con la prospettiva di ottenere "la soddisfazione dei clienti"

L’argomento pubblico/privato non è certo di moda, ma la presentazione della nuova Insiel, nome che sta per “Informatica per il Sistema degli Enti locali”, rappresenta un caso davvero particolare. La software house, infatti, ha fatto un curioso cammino all’inverso: dopo la privatizzazione è tornata a essere “azienda pubblica”, sotto il totale controllo dell’azionista “Friuli Venezia Giulia”. Il cambio di proprietà è avvenuto il 3 maggio 2005 in seguito all’acquisizione da parte della Regione del 52% della proprietà di Insiel da Telecom Italia, un evento che ha comportato anche un rinnovamento del management aziendale. Il perché di questa scelta lo spiega Riccardo Illy, presidente del Friuli Venezia Giulia:”La nostra Regione detiene il 100% del capitale sociale di Insiel a conferma dell’interesse strategico per l’Ict di un ente locale con una forte vocazione all’innovazione, alla ricerca e all’elevata qualità di servizi per i cittadini e le imprese del territorio. Attraverso Insiel, la Regione si propone di realizzare ancora meglio questi obiettivi e mettere a disposizione di altre amministrazioni locali, le competenze tecnologiche della società e dell’intero sistema regionale. La gestione strategica di Insiel ci permetterà di ampliare la collaborazione con altre regioni italiane e straniere con una particolare attenzione soprattutto al Centro Europa e al vicino Est”.

Autore: ITespresso
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