L’Istat fotografa l’Italia 2010 al Pc: male la banda larga

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Gli italiani adoperano le nuove tecnologie, ma l’Italia è arretrata nelle connessioni in banda larga, ferma al 43%. Peggio di noi fanno solo Grecia, Bulgaria, Romania

Gli italiani usano il Pc (al 57%), navigano al 52%, ma sono arretrati nell’utilizzo di banda larga, ferma l 43%. Peggio di noi fanno solo Grecia, Bulgaria, Romania. A trainare il web sono i social network come Facebook, Twitter o Myspace, usati dal 45% degli utenti.

Il 36,7% degli italiani chiacchiera nelle chat, inserisce Post e commenti su blog o forum, il 26,8%utilizza   l’instant messaging (la messaggistica instantanea). Quasi il 38% degli utenti si collega per informarsi su servizi della PA, il 27,5% per scaricare moduli da siti della Pubblica amministrazione, mentre il 13,4%  invia moduli compilati della PA.

Gli italiani che possiedono un Pc sono saliti dal 54,3% al 57,6). Anche l’accesso ad Internet è cresciuto dal 47,3% al 52,4%. Anche la connessione a banda larga è passata dal 34,5% al 43,4%. Lo afferma una ricerca condotta dall’Istat.

La tecnologia conquista le famiglie con almeno un minorenne, mentre le famiglie di soli anziani sono in Divario culturale, e cioè escluse dal possesso di beni tecnologici. Il divario tecnologico tra il Nord e il Sud rimane stabile. Invece si assottigliano le differenze sociali per quasi tutti i beni tecnologici presi in esame dall’indagine. Chi non accede al web, adduce le seguenti motivazioni<. non si connette per mancanza di capacità (40,8%), a causa dei costi (18,4%) e perché si accede da un altro luogo, dall’ufficio, da bìposti pubblici eccetera (13,2%).

L’Italia, pur progredendo, rimane indietro rispetto a molti Paesi Ue sia rispetto al possesso di Internet (20esimo posto in Ue), sia in merito alla qualità di connessione (la banda larga ha un tasso di penetrazione del 49% contro il 61% della media Ue). <ma, rispetto al 2009, l’Italia fa passi avanti: nell’accesso ad Internet l’incremento è dell’11,3% e nella connessione broadband la crescita si atesta al 25,6%. L’Italia in Rete, eppur si muove.

Autore: ITespresso
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