L’Istat si scusa per il black-out del censimento online

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Il Presidente dell’Istat Giovannini, rimasto “vittima” dell’assalto al Web, chiede scusa agli italiani. Dovranno essere potenziati i server, per tener contodella “voglia di Internet” degli italiani. Quel che manca è un’Agenda Digitale in Italia

Ancora una volta gli italiani sono rimasti vittima del Cultural Divide. Il soto dell’Istat, che aveva lanciato il censimento 2011 online, aveva sottostimato la risposta degli italiani. Il feedback degli utenti è stato superiore al previsto, e il Presidente Giovannini è rimasto “vittima” dell’assalto al Web. Non gli è rimasto che chiedere scusa ai connazionali e promettere di spendere qualcosa in più per potenziare i server. Il censimento online finora è costato 38 milioni di euro su 590 milioni di euro dell’intera operazione (in crescita di 100 milioni sul 2001).

Gli italiani hanno “voglia di Internet”, amano la Rete e le sue potenzialità, e vorrebbero accedere ai siti di e-government, in modo semplice e senza soffrire disagi e black-out. Mezzo milione di italiani era pronta domenica a compilare i form del Censimento Online.

Finora a impedire il boom dell’e-government in Italia sono state procedure farraginose, sistemi anacronistici con accessi limitati, mancanza di banda ultra larga e problemi di connettività (sia dei siti che degli utenti). Superato il divario culturale digitale del “sistema Italia”, l’e-gov funziona, come dimostra il successo dell’Istat: gli italiani risponderanno prontamente all’innovazione digitale, appena vengono messi in condizione di accedervi. L’Istat ha avuto il merito di sfatare il “luogo comune” della “pigrizia degli italiani”, troppo su Facebook e poco sui siti di servizio: gli italian non sono affatto pigri e aspettano solo siti ben fatti, usabili e user friendly, per accedere alla PA Digitale.

Ancora una volta, quel che manca è un’Agenda Digitale in Italia. Ogni giornopiù urgente. L’e-government arranca in Italia (è utilizzato solo dal 17% dei cittadini) perché solo un italiano su due si connette, ma tutti gli italiani hanno cellulari e ben 20 milioni di italiani hanno smartphone connessi a Internet. Il Digital (e Bandwith) Divide italiano c’è, ma affonda le sue radici nel divario culturale. Se secondo il ministro dell’Innovazione Renato Brunetta la rete italiana è sottoutilizzata: al 50%, è perché l’e-gov italiano non ha saputo conquistare il cuore e la mente degli italiani. Non è stato lanciato con efficacia o non è così usabile. Bisogna che governi e PA inneschino finalmente il “circolo virtuoso” dei servizi, efficenti e funzionanti, per rendere la PA a portata di tutti senza code agli sportelli. Tutto a portata di mouse.

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