L’IT è verde, ma non nel giardino della propria azienda

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Solo il 23 percento delle aziende europee sfrutta pc e stampanti ad alta efficienza energetica, pur riconoscendo l’importanza della sostenibilità aziendale. Più facile vantarsi di essere green che esserlo in fase di acquisto, soprattutto per le PMI

Le aziende non riescono a fare a meno di parlare di green IT in ogni occasione. C’è chi si vanta di rispettare l’ambiente mentre produce, chi in ogni suo processo, chi pensa soprattutto al risparmio quando stampa, chi persino nella scelta degli imballaggi, e poi c’è chi dichiara di aver digitalizzato ogni processo per risparmiare e inquinare meno ma alla fine… Un’interessante ricerca Epson condotta con l’obiettivo di indagare l’importanza della sostenibilità ambientale (e quanto questo tema influenzi realmente le decisioni di acquisto di nuove apparecchiature IT) evidenzia come solo il 23 percento delle aziende utilizzi computer e stampanti ad alta efficienza energetica. La ricerca, condotta su 500 aziende europee da Quocirca, ha coinvolto i responsabili IT senior e i direttori responsabili degli approvvigionamenti in un insieme omogeneo di realtà di grandi e medio-piccole imprese (PMI) che operano nella vendita al dettaglio, nei servizi finanziari, nell’istruzione e nel settore pubblico in in Italia, Spagna, Francia, Germania e Regno Unito.

Ricerca Epson
Ricerca Epson su riconoscimento dell’importanza della sostenibilità. Poi solo il 23 percento degli intervistati utilizza computer e stampanti ad alta efficienza energetica

Così mentre il riciclaggio della carta, l’illuminazione a basso consumo energetico e la maggiore efficienza energetica risultano essere considerati aspetti ovvi e importanti da tutti gli intervistati, si scopre come per il 74 percento delle grandi imprese la sostenibilità sia una priorità assoluta, per le PMI lo sia solo nel 33 percento dei casi, e solo in un caso su due a livello generale sia considerata aspetto molto importante. Anche le differenze nell’uso delle soluzioni IT a risparmio energetico risultano evidenti, quando cambia la dimensione aziendale, tanto che le imprese più grandi è più facile implementino soluzioni IT ad alta efficienza energetica nel 39 percento dei casi, rispetto alle PMI, che ne percepiscono il costo come principale ostacolo e le scelgono quindi solo nell’8 percento dei casi.

Epson della ricerca che ha commissionato ovviamente vuole fare emergere gli aspetti legati al mondo del printing ed evidenzia subito come diversamente da quanto si creda sostenibilità e riduzione dei costi siano direttamente proporzionali nell’offerta di appliance ad alta efficienza, anche per quanto riguarda le inkjet. Secondo la ricerca, chi sceglie una nuova stampante inkjet preferisce questa tecnologia a quella laser pensando al prezzo inferiore (74 percento dei casi) senza sapere (solo il 37 percento dichiara di esserne consapevole) che le  getto d’inchiostro hanno “minore impatto ambientale” e fanno un “uso più efficiente dell’energia”. Rob Clark, SVP di Epson Europa commenta: “Anche se le PMI vedono la sostenibilità come un costo e non come una opportunità, è spesso vero il contrario. Passare da laser a getto d’inchiostro, per esempio, può aiutare le aziende a raggiungere un risparmio energetico fino al 96%, una riduzione delle emissioni di CO2 del 92% e una riduzione del 95% nei rifiuti: efficienza dei costi, ma anche energetica”.

Nulla di nuovo sotto il cielo, anche se resta verissimo che chi vuole vendere stampanti laser potrebbe argomentare con le medesime ragioni, e diverse metodologie, l’esatta tesi contraria. In fondo è proprio questo aspetto che alla fine porta le PMI a fare di conto in modo più spiccio limitandosi a una valutazione veloce su prezzo di listino, assistenza e consumabili. Difficile dare loro torto e in momenti di crisi non fa una grinza nemmeno quel 18 percento di PMI – poche quindi – che sono disposte ad accettare costi aggiuntivi relativi al miglioramento in un’ottica di eco-efficienza, mentre la maggior parte di esse è meno informata – rispetto a un’enterprise – anche sui regolamenti europei e sulle linee guida dell’Unione, perché magari non può permettersi una risorsa dedicata.

Epson cerca di andare incontro ai propri clienti e di favorire il passaggio a soluzioni più conventienti – soprattutto per chi non dispone di un esperto di sostenibilità – con i servizi di stampa gestita. Epson Print365 funziona come un contratto di locazione a servizio completo, consentendo alle organizzazioni di controllare e ottimizzare la loro attività di stampa per allinearla agli obiettivi ambientali, si parte con la compilazione online di un questionario relativo alle proprie esigenze e si può eventualmente richiedere l’aiuto di un consulente.

La ricerca Quocirca infine evidenzia un aspetto geografico che probabilmente avremmo dato per scontato con i dati che pongono le organizzazioni della Germania tra le nazioni più sensibili sul tema e il settore dell’istruzione come ambito operativo più ricettivo riguardo l’attuazione delle pratiche di sostenibilità. Non si dice sempre che il cambiamento parte da una buona educazione?