L’IT guida la trasformazione digitale, la fotografia di Anitec-Assinform

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Global Information Technology Report del WEF: Italia 50esima

Lo studio Anitec-Assinform “Il settore IT in Italia” fotografa la trasformazione digitale del Paese. I dati più importanti che emergono dalle elaborazioni Istat e NetConsulting Cube

Sono tinte vivaci, e nel complesso rosee, quelle che prevalgono negli scatti sul nostro Paese offerti dallo studio Il settore IT in Italia, realizzato da Anitec-Assinform, Istat e NetConsulting Cube
Secondo il report, oltre il 60 percento delle nostre imprese sta innovando, il 78 percento si aspetta un incremento del fatturato e l’evoluzione dell’offerta per soddisfare la domanda crescente di Cloud, Iot, in ambito Big Data e Mobile. L’information Technology quindi è un settore strategico, caratterizzato da elevata produttività, per un valore aggiunto al Pil del 3,7 percento.

Certo non è aiutato dalla frammentazione del tessuto in un numero importante di piccole aziende, che hanno faticato ad investire durante la crisi. Così come non hanno giovato negli anni le gare al prezzo al ribasso. Stefano Pileri, presidente Anitec-Assinform è categorico proprio su un punto: “La frammentarietà delle Aziende IT costituisce un punto di debolezza strutturale che dobbiamo davvero superare attuando politiche industriali di consolidamento e di capitalizzazione che spingano le PMI a effettuare un salto di crescita dimensionale. A tale scopo sono utili i modelli di filiera territoriali. Abbiamo un’occasione da cogliere e che va ben oltre gli interessi del settore”. 

L’evoluzione del settore dipenderà dalla capacità di abilitare e cogliere le opportunità della Trasformazione Digitale, dalla focalizzazione su specifiche competenze in ambito cloud, analytics, AI, IoT e applicazioni in mobilità e dai benefici che potranno portare i piani Impresa 4.0, quello sulla Banda Ultra Larga, e il Piano Triennale della PA digitale.  

Il settore IT italiano, secondo Istat, è rappresentato da più di 87mila aziende e 430mila addetti (pari al 2 percento delle imprese e al 2,7 percento degli occupati in Italia. Nel nostro settore IT il primato spetta ai servizi – 74 percento delle imprese e 54 percento degli addetti del settore – avanti rispetto al software (22 percento e 32 rispettivamente) e all’hardware (4 e 13 percento). 

Anitec Assinform - Il tessuto delle nostre imprese IT
Anitec Assinform – Il tessuto delle nostre imprese IT

Le nostre aziende IT sono comunque di dimensioni microscopiche: in media contano 4,9 addetti, con le grandi (oltre 250 dipendenti) che non realizzano più del 41 percento del valore aggiunto. Si tratta però e per fortuna anche di aziende giovani. Sei su dieci  non hanno più di dieci anni, con punte nel comparto dei Servizi. Il 60 percento del valore aggiunto viene da imprese che hanno meno di 16 anni. Lombardia e Lazio seguite da Veneto, Piemonte ed Emilia Romagna concentrano il maggiore numero di realtà, con una concentrazione anagrafica nella fascia tra i 30 e i 49 anni.

NetConsulting Cube ha studiato invece la capacità del settore di proiettarsi al futuro. Per il 2017, il 78 percento delle realtà IT prevede crescita: il 26 percento addirittura con incrementi superiori al 5 percento. L’offerta si orienterà invece sempre più sul mix consulenza-software con focus su Cloud, e le tecnologie legate alla Digital Transformation.

Le principali barriere all'innovazione (Fonte NetConsulting Cube per Assinform 2017)
Le principali barriere all’innovazione (Fonte NetConsulting Cube per Assinform 2017)

Tra i freni a un migliore sviluppo le aziende individuano la qualità delle connessioni (25,3 percento), la bassa innovatività della domanda (23,7 percento), la difficoltà di accedere a incentivazioni (12,8 percento), la carenza di competenze e di supporto dei sistemi locali e le condizioni capestro imposte dalla clientela (52 percento). Però spiccano anche alcuni indicatori di crescita, per esempio le iniziative di trasformazione delle stesse aziende IT, la sensibilità verso le incentivazioni regionali all’innovazione, e proprio verso i Piani “pubblici”. 

 Toccano il 60 percento delle aziende l’innovazione di servizio (il cloud a tutto tondo), e di prodotto in egual misura. Interessante è il dato che riguarda l’innovazione organizzativa che addirittura impegna il 65 percento delle aziende, ma è la stessa percentuale in valore a rimanere fuori dai finanziamenti con forte prevalenza comunque dei finanziamenti regionali su quelli Centrali.

Cosa serve fare?

La fotografia comunica comunque come l’incidenza delle strategie di Digital Transformation cresca con l’aumentare della dimensione aziendale, quindi con le aziende che la cavalcano effettivamente per cambiare i processi di coinvolgimento dei clienti e non limitarsi a guardare solo ai trend economici.  Indubbio è che le imprese più impegnate nella Digital Transformation abbiano maggiori prospettive di sviluppo. E’ significativo che abbiano in atto iniziative al riguardo almeno 5 su 10 aziende IT in crescita e 2 su 10 tra le stabili, a fronte di 1 su 100 tra quelle che prevedono calo del business.

Servono, oltre a un ulteriore impulso alle iniziative di digitalizzazione già varate, dall’Agenda Digitale al Piano Banda Ultralarga a Industria 4.0, anche altre iniziative per ridurre l’eterogeneità di specializzazione settoriale, e i disequilibri territoriali; stimolare la diffusione dei processi di trasformazione digitale nello stesso IT; rafforzare le circolarità virtuose tra domanda e offerta evoluta di IT; incoraggiare la crescita dell’offerta Cloud, che per sua natura può favorire la diffusione di applicazioni nelle PMI; aumentare qualità e diffusione di competenze e cultura digitali.

Sono gli ultimi punti evidenziati quelli più critici, considerato il nostro tessuto produttivo, prevalentemente costituito da PMI per le quali la spinta alla digitalizzazione può avvenire più facilmente attraverso le relazioni di filiera e subfornitura anche a livello territoriale. Ecco, proprio in questo ambito bisogna fare presto e soprattutto fare bene.

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