L’It in ripresa. Assintel rileva tutti segni positivi nel primo trimestre 2011

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Crescite nel primo trimestre 2011 per tutti i comparti dell’It (software, hardware, servizi). I dati durante la presentazione del barometro Assintel con le spiegazioni di Alfredo Gatti, managing partner di Nextvalue

Nelle piccole aziende il cloud non può essere di successo. Questo tipo di imprese può pensare di portare in cloud alcuni nuovi servizi come per esempio la communication, per i servizi tradizionali sono ben presidiate già come sono ora, sanno gestire bene l’esistente per cui il cloud non viene accelerato”. Questo è il pensiero di Alfredo Gatti, managing partner e fondatore di Nextvalue e managing director di Cionet Italia, relativamente all’approccio delle aziende al mondo cloud.

L’occasione è avvenuta durante l’anticipazione del barometro Assintel del primo trimestre 2011. Gatti ha proseguito la sua disamina sulle tipologie d’azienda e sull’approccio cloud. Sulle grandi imprese italiane gli analisti sono concordi sull’approccio in cloud mentre sulle micro e gli studi professionali “l’approccio deve essere per spiegazioni concrete. Inoltre capita che per esempio, avvocati già utilizzino una formulazione in cloud senza sapere che si tratta di cloud computing”, spiega Gatti.

Il primo trimestre 2011 cresce del 13,2% rispetto al primo trimestre 2010 trainato dal software che cresce del 19,2%, servizi It (+14,4%) e in coda l’hardware con un + 6,9%. Insomma, dai dati del primo trimestre sembra che l’It stia navigando verso la ripresa. “L’elemento più significativo di questi mesi è l’inversione di tendenza generale del mercato. Ma se leggiamo i fenomeni nel dettaglio – spiega Giorgio Rapari, presidente di Assintel ci preoccupa il ritardo della ripresa italiana rispetto agli altri paesi, sintomo di quelle carenze di politiche sistemiche di sviluppo fondate sull’innovazione che lamentiamo ormai da alcuni anni“.

Secondo Gatti poi i grandi spender che sono banche e industria, che da soli coprono oltre il 40% della spesa It in Italia, hanno ripreso a investire e le grandi imprese, grazie a una gestione oculata di budget e spesa ricorrente prevedono un 8% di spesa dedicata a nuovi progetti It. Complessivamente si prevede che dal terzo trimestre la spesa It riprenderà progressivamente consistenza (+1,3%) fino ad arrivare al +5,4% del quarto trimestre: l’anno dovrebbe così chiudersi quasi in pareggio (+7,4%) rispetto alle perdite del 2010 (-7,6%).

Gatti fa un salto nel passato e ricorda che lo scorso ottobre, i partecipanti alla riunione con Assintel si erano lasciati con la parola produttività. “Lo scorso anno si parlava di piena crisi per l’It – ricorda Gatti – ora ci sono segnali di ripresa ma dobbiamo lavorare meglio sulla produttività del sistema paese. Le cose si evolvono e a sei mesi di distanza ci troviamo in una situazione di trasformazione: da un lato nuove prospettive per l’It dall’altro trasformazione dell’intero comparto. Inoltre – prosegue Gatti – ci sono, rispetto ai mesi scorsi, diverse opportunità che stanno emergendo dopo i periodi di crisi. Infine è necessario andare a casa dei clienti, ascoltarli perchè la crisi può modificare, anche di settimana in settimana, i comportamenti delle aziende”, spiega Gatti.

A livello macroeconomico si comincia a parlare di crescita più sostenuta che si trasmette nell’eurozona. I Brics (Brasile, Russia, India e Cina) crescono, i tedeschi hanno stabilizzato la crescita ma ci sono paesi a rischio come la Grecia, la Spagna, il Portogallo e l’Irlanda, da considerare, oltre al fatto che in altri paesi, nei prossimi due anni scadranno ben 3.600 billion dollar di titoli obbligazionari”, sostiene Gatti.
E l’Italia? “L’Italia ha subito profondamente la crisi ribaltandosi sui servizi estremamente scarsi. Il primo trimestre, anche per l’Italia, è stato chiuso positivamente rispetto a quello dello scorso anno. Lo scorso anno eravamo stati negativi sull’andamento dell’hardware e le aziende si sono applicate allungando sia i termini di ammortamento sia virtualizzando. Inoltre, sempre nel 2010, ci sono stati i tagli di budget che, in alcuni casi sono arrivati anche al 27%. E cosa ci ha salvato? – si domanda Gatti – il consumer”.

Nel frattempo, da qui a ottobre, Assintel ha intenzione di aggiungere alla ricerca classica anche una ricerca per quattro macro aree, quelle definite da Nielsen. Insomma, il trend sembra in crescita e le previsioni fino a fine anno sono tali in tutti i comparti dell’It.

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