L’Italia a banda stretta, nella Rete ci va con gli smartphone

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A State of The Net 2015 lo ‘spaccato’ sull’utilizzo della Rete in Italia e nel mondo. In cima alle classifiche per l’utilizzo degli smartphone, l’Italia quando si parla di Internet, è a metà strada tra Egitto e Russia

L’Italia, quando si parla di Internet, è a metà strada tra Egitto e Russia, questo è quanto emerge alla conferenza State of the Net di Milano, dove l’obiettivo è tentare di ‘catturare lo stato dell’arte di Internet in Italia e nel mondo, considerando anche l’impatto che questo può avere sulla società’. Presenta i dati Lee Rainie, direttore della ricerca su Internet, Scienza e Tecnologia presso il Pew Research Center, che spiega come il tasso di penetrazione nel nostro Paese si ferma al 60,2 percento (come Argentina e Libano), mentre ci scavalcano Polonia, Cina, Venezuela (di pochi punti percentuali) e Usa, Cile, Russia e la maggior parte dei Paesi europei (di tanti punti percentuali, negli Usa la penetrazione è dell’86 percento).

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L’accesso a Internet nel mondo, secondo i dati di Pew Research Center

A State of the Net emerge inoltre come la maggior penetrazione di Internet significhi anche più intolleranza per la censura, per le limitazioni imposte dai governi. L’Italia invece scala le classifiche quando si parla di sottoscrizione di contratti di telefonia mobile: sono 153 ogni 100 abitanti, come dire che un abitanti su due ha due contratti, con oltre il 90 percento della popolazione che utilizza un cellulare e il 60 percento che sfrutta uno smartphone.

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Lee Rainie, direttore della ricerca su Internet, Scienza e Tecnologia presso il Pew Research Center

Sono percentuali in questo caso vicinissime a quelle degli Usa (rispettivamente il 92 e il 68 percento), e non lontane comunque da quelle cui si stanno avvicinando anche diversi Paesi in via di sviluppo come Sud Africa, Ghana e Kenia. La percentuale di italiani che usa i social network è pari a quella di coloro che usano gli smartphone, coincidenza quanto mai indicativa.

Allora a chi somigliamo nell’utilizzo della Rete? Tra i Paesi prossimi ad avvicinarsi all’Italia, si trovano il Brasile, con una penetrazione del 51 percento, ed Egitto e Messico con il 50 percento mentre tra le motivazioni che spingono all’uso di Internet nei Paesi emergenti figura anzitutto l’educazione  – con la larga maggioranza degli intervistati ritiene che la rete abbia un’influenza positiva su questo tema – e a seguire la convinzione che la Rete agevoli lo stabilire relazioni personali, mentre il 52% la apprezza per fattori economici.

Si ha meno fiducia nel mezzo quando invece entra in gioco la politica: il 30% ritiene che Internet abbia una cattiva influenza e solo il 36% afferma il contributo positivo. Quasi un utente su due nei Paesi emergenti (il 42 percento) ritiene che Internet non sia il luogo per la politica. E così, sempre in uno spaccato relativo ai Paesi emergenti, si preferisce condividere tramite i social network (che rappresentano la modalità principale di accesso alla rete, in Italia ci va oltre il 60 percento della popolazione) musica e film e sport, con maggiore prudenza quando i contenuti sono di tipo politico e religioso (li condivide solo il 30-34 percento del campione).

Internet invece resta il ‘luogo’ dove si auspica vi sia la possibilità di una maggiore libertà di condivisione senza censure. Lo pensa una media di quasi l’85 percento degli intervistati in Sud America. Mentre all’opposto chiudono il ranking l’Uganda con il 49 percento delle persone favorevoli e il Pakistan con il 22 percento.

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