L’Italia del mobile business

Management

Un Osservatorio sulla mobilità: applicazioni, tecnologie e settori industriali. Ecco cosa emerge dal primo rapporto

U tilizzando la formula e la metodologia ormai collaudata per altri Osservatori, la School of management del Politecnico di Milano con la sponsorizzazione di Assinform, l’associazione confindustriale degli operatori del settore ICT e Multimedia, ha rilasciato il suo primo Osservatorio sul Mobile Business in Italia. L’idea alla base della sponsorship è stata quella di promuovere la conoscenza e la cultura sulle opportunità di innovazione rese possibili dalle nuove tecnologie del wireless e della mobilità, in particolare reti cellulari,WiFi e RFID. Quali tendenze e quali prospettive emergono dalla indagine su oltre 70 casi di organizzazioni che già utilizzano per scopi diversi e con un mix diverso di prodotti queste tecnologie di supporto alla mobilità? Tentiamo una sintesi sfogliando alcuni punti chiave del rapporto, precisando che un’altra ventina di aziende è stata contattata per altrettante applicazioni potenziali. Dal quadro di riferimento dell’ICT italiana costituito dal recente rapporto Assinform, di cui Network Newssi è occupata nel numero scorso, emerge un mercato dei servizi a valore aggiunto (VAS) di tipo mobile che sta cercando di uscire dal monopolio dei servizi voce e dei servizi per consumatori. La domanda business analizzata invece dall’Osservatorio ha messo in luce un universo di applicazioni molto variegato: applicazioni di automazione della forza vendite e dei servizi di field basate su rete cellulare si accompagnano a soluzioni di colloquio tra più macchine (M2M) per telelettura e telecontrollo; la gestione di magazzino può essere basata su WiFi, mentre il monitoraggio della produzione è basato su tag RFID. Per alcune tematiche rimandiamo il lettore al prossimo numero di Network Newsdove riferiremo di un altro Osservatorio del Politecnico dedicato alle applicazioni RFID nel settore manifatturiero, della sanità e della logistica. Uno dei primi risultati della ricerca è che l’utenza ha sviluppato applicazioni di mobilità che spesso si sviluppano offline o in modo disaccoppiato nel tempo e nello spazio con un modalità online, insomma che esiste una mobilità operativa distinta da una trasmissiva. Ed è proprio la rete cellulare che viene utilizzata in modo discontinuo durante la giornata perché alle solite motivazioni di costo o tecnologiche si accompagna una basso valore percepito della tempestività del flusso informativo. Dal punto di vista organizzativo emerge invece una limitata attenzione delle aziende ai risvolti organizzativi di revisione dei processi richiesti dal nuovo modo di lavorare in mobilità. Ma se alcune utenze si sono limitate ad automatizzare i processi senza cambiarli, altre sono partite dal progetto di mobilità per fare un vero intervento di BPR. Nella maggior parte dei casi i benefici economici introdotti dall’applicazione sono molto chiari e tangibili. Tra le criticità rilevate, che riportano agli aspetti organizzativi, vi sono talvolta una certa resistenza da parte degli utenti dell’applicazioni e uno scarso commitment del middle management. Dal punto di mista del mercato ICT, l’Osservatorio rileva un ruolo del fornitori spesso rilevante nella spinta all’adozione delle applicazioni mobili. In particolare poi nel mondo WiFi i produttori di terminali di tipo industriale ha un ruolo anche consulenziale. Per la tecnologia cellulare il ruolo del canale di vendita è poco attivo tranne che per il mobile office dove è molto più semplice configurare un’offerta standard con al centro un tipo standard di terminali (basti pensare a Blackberry). Un altro aspetto interessante è la scarsità di applicazioni cross tra più tecnologie ad esempio WiFi e cellulare o WiFi e RFID. La conclusione del rapporto registra il delinearsi di un mobile business allo stato embrionale in cui la tecnologia non agisce in modo sistematico e concatenato su tutta la catena aziendale del valore.

Autore: ITespresso
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore