L’Italia è bersaglio dello spam

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Symantec denuncia il boom dello spam nel mese di febbraio. Primato della “posta spazzatura” in Italia

Secondo Symantec a febbraio aumenta il volume di spam, ma diminuiscono le dimensioni dei messaggi infetti. L’Italia conquista il triste primato di paese più colpito da attacchi di spam.

Dalla pubblicazione di MessageLabs Intelligence Report di febbraio 2010 emerge un incremento dei livelli di spam che hanno raggiunto l’89,4% del totale, pari al 5,5% in più rispetto al mese precedente, crescita in gran parte attribuibile all’aumento del numero di e-mail infette provenienti dalle reti bot Grum e Rustock. Nel corso dell’ultimo anno, i volumi di spam distribuiti da Grum sono rimasti pressoché invariati, ma a partire dal 5 febbraio hanno subito un incremento del 51% che ha portato la rete bot ad essere responsabile del 26% dello spam totale (a fronte del 17% raggiunto normalmente). Un’altra grande ondata di spam è stata rilevata il 17 febbraio, quando i volumi globali sono aumentati del 25% raggiungendo il picco massimo per questo mese. Tale crescita è attribuibile ad un incremento di e-mail infette provenienti dalla rete bot Rustock. Secondo MessageLabs Intelligence, in entrambi i casi sopracitati l’aumento di attività malevola è legato ad un tipo di attacco proveniente dal Canada e che sfrutta tematiche farmaceutiche: le e-mail di questo tipo costituiscono attualmente il 65% dello spam totale.

Sia che stiano cercando di sferrare gli attacchi più velocemente sia che abbiano scoperto che questi hanno successo, a febbraio i cracker hanno sicuramente utilizzato reti bot multiple per distribuire grandi volumi di spam”, ha dichiarato Paul Wood, Senior Analyst di MessageLabs Intelligence. “Le attività legate a una singola operazione hanno guidato le recenti ondate di spam, influenzando fortemente i livelli di spam registrati a livello globale. Sulla base di questo trend, nelle prossime settimane ci aspettiamo ulteriori incrementi di attacchi di questo tipo”.

Se a febbraio il volume degli attacchi è aumentato, allo stesso tempo le dimensioni dei messaggi infetti sono diminuite, così come il numero di e-mail contenenti allegati. Nel corso dell’ultimo anno, infatti, il numero di allegati a e-mail infette è diminuito significativamente, passando dal 10% ad aprile 2009 a meno dell’1% a febbraio 2010. Di conseguenza, le dimensioni medie di un messaggio malevolo sono scese dai 5 KB di ottobre 2009 ai 3,3 KB di febbraio 2010.

Autore: ITespresso
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