L’Italia è un paese per turisti 2.0?

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L’Italia perde viaggiatori e scende nella classifica del turismo globale. Ma il ministro competente ha speso milioni di euro per portare il turismo in Tv e non sul Web. Oggi il turista vuole trovare anche la palestra, le terme, il WiFi e la banda larga in albergo. E non il Digital Divide

Oggi il Country Brand Index 2009 boccia il turismo italiano. L’indice (stilato su criteri quali ospitalità, servizi alle famiglie e al turismo di classe business, eno-gastronomia, cultura e facilità degli spostamenti) vede l’Italia scendere di due alla sesta posizione. Un arretramento netto.

Non ci stupisce troppo, visto che proprio a Iab Forum 2009 Carlo Poss di Fcp-Assointernet ha denunciato il ritardo culturale italiano nel turismo moderno, dove il viaggio parte da Internet: “La realtà è che ci vorrebbe un’Iva al 4% per gli investimenti pubblicitari su Internet, investimenti pubblicitari della Pubblica amministrazione anche su Internet, campagne istituzionali per l’ecommerce o incentivi per la navigazione”. Per concludere: “Abbiam o speso 10-12 milioni per una campagna televisiva europea del ministero del Turismo. Siamo l’unico paese al mondo che pensa che il turismo sia ancora in televisione”.

In Italia 23 milioni di persone vanno su Internet, ma il Governo e il Ministero per il Turismo lo sanno? Il ministro Brambilla ha risposto che “Sono stati stanziati quasi 3 miliardi di euro a favore delle Pmi del turismo. Si tratta di un plafond eccezionale, fruibile attraverso i 20.000 sportelli delle 8 banche coinvolte: Intesa Sanpaolo, Unicredit, B.Popolare, B.P.Milano, B.P.Sondrio, B.Mps, Bnl e B.P.E.Romagna”.

Speriamo che, dopo che sono stati congelati i fondi per la banda larga , il ministero capisca che per riconquistare viaggiatori nell’era del Web 2.0, bisogna giocare su più fronti: puntare sul rapporto prezzo/qualità; ambiente e eco-sostenibilità; investimenti in infrastrutture e servizi adeguati per l’ospitalità. Perché oggi il turista vuole trovare anche la palestra, le terme, il WiFi e la banda larga in albergo o nel B&B. E non il Digital Divide.

Autore: ITespresso
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