L’Italia esce dalla lista nera della pirateria dopo 25 anni

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Polillo (Confindustria Cultura Italia): Un riconoscimento importante per il nostro Paese, dopo tanti anni in cui l'Italia era la maglia nera per la difesa della proprietà intellettuale
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Polillo (Confindustria Cultura Italia): Un riconoscimento importante per il nostro Paese, dopo tanti anni in cui l’Italia era la maglia nera per la pirateria e la contraffazione della proprietà intellettuale

L’Italia esce dalla watch list dopo venticinque anni in cui venivamo considerati un Paese critico per quanto riguarda la protezione dei diritti e la tutela del copyright” applaude il presidente di Confindustria Cultura Italia Marco Polillo dopo la pubblicazione della nuova edizione del Rapporto Special 301, il documento annuale con cui l’ufficio del commercio statunitense (USTR) fotografa la situazione internazionle relativamente alla tutela della proprietà intellettuale nei Paesi che sono partner commerciali degli Stati Uniti. Il rapporto comparativo costituisce uno strumento rilevante per analizzare i livelli di protezione del settore culturale e per stimolare gli investimenti in innovazione e creatività. Secondo il Rapporto Special 301, redatto negli USA, per la prima volta dopo un quarto di secolo, l’Italia è fuori dalla watch list dei Paesi ad alto tasso di pirateria e contraffazione.

Una decisione importante” prosegue Polillo “e un riconoscimento all’Italia che in quest’ultimo anno si è distinta con misure concrete e innovative per contrastare la pirateria e assicurare protezione al lavoro intellettuale”. Il riferimento è all’adozione del c.d. Regolamento AGCOM e ad una recente Legge approvata dal Parlamento italiano con cui si è confermata la rilevanza penale dei reati in materia di proprietà intellettuale ed industriale.
Come Industria Culturale Italiana abbiamo seguito molto da vicino questi interventi e siamo pienamente soddisfatti che questi passi avanti vengano apprezzati anche all’estero” conclude Polillo.

Secondo uno studio di IDC, intitolato “The Dangerous World of Counterfeit and Pirated Software”, la pirateria non conviene: i rischi superano di gran lunga i presunti vantaggi della pirateria: le probabilità che i loro Pc vengano infettati da malware inattesi spaziano da una a tre per i consumatori e da tre a dieci per le aziende. 1,5 miliardi di ore e 22 miliardi di dollari per le attività di identificazione, riparazione e ripristino, 114 miliardi di dollari complessivi per la gestione dell’impatto di un attacco informatico dovuto a malware. Lo studio IDC commissionato da Microsoft sulla pirateria informatica non lasciano scampo: ciò che si risparmia sulle licenze, si spende poi in sicurezza, e con gli interessi. La pirateria non è affatto un buon affare.

Solo nel 2012 l’Italia si aggiudicava il 48% di tasso di pirateria nel Global Software Piracy Study, in declino di un punto percentuale rispetto all’anno precedente.

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Autore: ITespresso
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