L’Italia verso lo SPID: in gioco sono 3 milioni di Identità Digitali

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Limiti e difficoltà dello SPID, per attivare il Pin unico
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Il Sistema Pubblico di Gestione dell’Identità Digitale (SPID) ha ricevuto il semaforo verde del Garante Privacy. Clusit: l’Italia si avvia verso la rivoluzione SPID

Il Sistema Pubblico di Gestione dell’Identità Digitale (SPID) ha ricevuto il semaforo verde del Garante Privacy. Il parere del Garante per la Protezione dei Dati Personali consente un passo avanti nell’avvio della rivoluzione SPID, in vista del rilascio di 3 milioni di identità digitali per i cittadini italiani nella seconda metà dell’anno. Si tratta di un tassello fondamentale per la semplificazione della comunicazione con enti pubblici, amministrazioni, scuole ma anche al potenziamento della sicurezza di Istituzioni e Pubblica Amministrazione, secondo gli esperti dell’Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica (Clusit).

L’Italia verso lo SPID: in gioco sono 3 milioni di Identità Digitali
L’Italia verso lo SPID: in gioco sono 3 milioni di Identità Digitali

Il Clusit ha in agenda un focus sul tema anche nel corso della tappa cagliaritana di Security Summit, il prossimo 8 luglio, dove Luca Bechelli, membro del Comitato Direttivo CLUSIT, aprirà con una relazione su “Il Sistema Pubblico per la gestione dell’Identità Digitale: stato dell’arte e prospettive dal punto di vista della sicurezza”.

Il sistema unico, che farà affidamento su identità digitali verificate, per consentire al cittadino di interagire con canali “ufficiali” invece di sfruttare i social network, come oggi di fatto succede per molte realtà che offrono servizi online nel nostro Paese.

Grazie all’identità digitale, i cittadini potranno accedere in maniera semplificata ed immediata a ogni servizio online offerto dalla Pubblica Amministrazione (PA), banche ed altri fornitori di servizi accreditati, con un’unica identità e credenziali di accesso a livelli di sicurezza crescenti, convalidati da un gestore di identità digitali certificato.

In base al parere emesso su SPID, sono stati sottolineati punti di miglioramento, che dovranno essere puntualmente verificati dall’Agenzia per l’Italia Digitale (AGID). Ciò emerge dall’attività di scambio e di collaborazione dei due enti, servita per chiarire tutti gli aspetti di certificazione che, entro la fine dell’anno, approderà alla pubblicazione definitiva del regolamento sul Sistema e consentirà al rilascio delle prime 3 milioni di identità digitali per altrettanti cittadini italiani.

Il CLUSIT è stato coinvolto fin dalle fasi iniziali nei lavori per la progettazione e la costituzione dello SPID, offrendo la propria competenza ed autorevolezza super partes in tema di sicurezza informatica”, dichiara Paolo Giudice, Segretario Generale CLUSIT. “Siamo orgogliosi di aver dato il nostro apporto alla realizzazione di un tassello tanto importante nella modernizzazione del nostro Paese, promuovendo lo sviluppo di quella ‘cultura della sicurezza’ che è la ragione stessa per cui operiamo da tanti anni sul territorio, con centinaia di esperti in maniera indipendente”.

Grazie all’Emendamento Quintarelli, l’Italia ha varato il centralismo per lo sviluppo digitale, dopo che il “federalismo digitale” ha contribuito a creare un anacronistico divario digitale a livello regionale. È stata approvata la regia unica per lo sviluppo digitale del Paese, che mette fine ad anni di conflitto Stato/ Regioni.

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