L’Italia vista dai siti esteri: Internet all’italiana è un caso internazionale?

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L’Italia su Internet sta diventando un “caso” sui media stranieri. Il New York Times mette sotto la lente la causa intentata a Google per il video di molestie ai danni di un ragazzo down. Il Time e Cnet mettono nel mirino il Decreto Romani

L’Italia, eterno fanalino di coda nelle classifiche sulla banda larga (a causa di un cronico Digital Divide), spesso in anacronistico ritardo sui temi dell’IT e dell’innovazione, sta conquistando invece le pagine dei giornali anglosassoni per un non invidiabile primato: l’Italia sta diventando un “caso internazionale” a causa di contenziosi giudiziari e della solerzia esercitata dalla sua classe dirigente nel legiferare in tema di Internet.

Il New York Times mette sotto la lente la causa intentata a Google sul video di molestie ai danni di un ragazzo down, mentre il Time e Cnet mettono nel mirino il controverso Decreto Romani.

Anche International Association of Privacy Professionals esprime forti perplessità sulla causa che vede imputati quattro dirigenti di Google . Il Pm milanese Francesco Cajani sta diventando un “global name“, un nome conoscosciuto nel mondo, per aver ” oltrepassato ” il segno contro Google definito un Internet content provider responsabile dei contenuti (Ugc – user generated content) immessi in rete dagli utenti.

Sul fronte del Decreto Romani, è bufera: dalle colonne dello statunitense Time si addita il Decreto Romani come frutto di una classe dirigente “incapace di comprendere la rivoluzione di Internet”, imbalsamata dal Cultural Divide e paralizzata dalla paura per i nuovi mezzi di comunicazione e per l’accelerazione nella competizione ai media tradizionali. Il Decreto anti YouTube (come è stato ribattezzato il Dl Romani), secondo il Timee Cnet , andrebbe interpretato anche nella logica della causa ultra milionaria intentata da Mediaset (azienda del Premier Berlusconi) contro il sito di video condivisione di Google. L’ennesimo caso di conflitto di interessi?

La “spaghetti Internet” vista dai media stranieri lascia l’amaro in bocca in chi come noi crede che la Rete possa e debba essere un volano per la competitività del paese e l’IT una leva per aiutare la ripresa dell’economia.

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