L’italiana Aruba si aggiudica .cloud

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Aruba si aggiudica .cloud
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Il suffisso .cloud è stato comprato da Aruba. Il provider made in Italy ha
battuto sul tempo Amazon e i colossi IT

L’italiana Aruba acquista il suffisso .cloud, il dominio dedicato al cloud computing, battendo sul tempo Amazon, Google e Symantec, i colossi IT a stelle e strisce. Aruba, la cui offerta di Aruba si è allargata negli ultimi anni dal web hosting, all’email, alla pec fino alla registrazione dei domini, da tempo si è focalizzata sull’offerta cloud: a pochi mesi dal debutto dell’offerta di cloud privato, Aruba osserva che grandi imprese, Pmi e Pubblica Amministrazione (PA) hanno approcci differenti, ma il cloud rimane tema comune. Aruba non conosce crisi, anche grazie alla nuvola: la crescita a doppia cifra del fatturato rispecchia l’andamento in tutti i quattro settori dell’offerta, anche se Hosting & Domini, Data Center Solution e Security sono cresciuti a doppia cifre, mentre il Cloud a tre cifre. Del resto in Italia il cloud computing ha superato la soglia del miliardo di dollari. “Il .cloud rappresenterà un’ulteriore spinta all’espansione che questa tecnologia sta conoscendo ormai da diversi anni: già oggi – ha spiegato l’AD della società aretina Stefano Cecconiè riconosciuta come il maggior trend tecnologico in atto con aspettative, in termini di valore dei servizi basati sul cloud, di centinaia di miliardi di euro“.

Aruba è il primo provider che ha fatto ingresso nel consorzio Cloud OS Network di Microsoft,  offrendo ai propri clienti enterprise la compatibilità con la piattaforma cloud di Microsoft (Windows Server 2012 R2 con Hyper-V System Center 2012 R2 e Azure). L’offerta di Private Cloud ad oggi preveda solo la soluzione Hypervisor VMware vSphere 5.5, con un pagamento mensile delle risorse e uno storage replicato su un data center secondario situato in Italia.

Funzionali all’erogazione dei servizi complessivi di Aruba sono i tre datacenter proprietari (due in Italia e uno in Repubblica Ceca) e i tre datacenter in partnership (a fine 2012 aperto a Parigi, a fine 2013 a Francoforte, lo scorso mese a Londra) dove  il cliente sceglie di allocare i propri dati indipendentemente dal paese di origine:

Al momento solo in Francia abbiamo costituito una società  per assistere i clienti con una strategia specifica di ingresso sul mercato – precisa Sordi -.  Con sei data center copriamo  cinque  geografie con un’offerta superiore a quella dei grandi provider in ambito cloud, come Amazon.  I nostri data center hanno una tecnologia facilmente replicabile ovunque nel mondo, che permette di aprire un data center in poche settimane. E’ proprio la strategia di localizzazione dei data center nelle diverse regioni che ci ha portato al livello di perfomance raggiunto, anche in termini di fatturato. Il cloud è un vantaggio anche per noi” ha dichiarato a ITespresso.it Stefano Sordi, direttore marketing di Aruba.

Aruba si aggiudica .cloud
Aruba si aggiudica .cloud

La spesa in cloud computing sfiora gli 1,2 miliardi di euro e ha messo a segno un incremento del 31% rispetto al 2013. In Italia il cloud ha superato il giro di boa del miliardo di euro. Secondo l’Osservatorio Cloud & Ict as a Service, giunto alla quarta edizione e promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano, il mercato del cloud computing in Italia vale 1,18 miliardi di euro, di cui 320 milioni di euro spesi in Public cloud, mentre il Cloud Enabling Infrastructure detiene lo scettro in Italia con 860 milioni di euro. La prima componente, rappresentata dai servizi nella nuvola offerti da soggetti esterni, ha registrato un aumento del 40% in un anno, mentre la seconda componente – quella del percorso abilitante delle aziende (portali aziendali che offrono servizi ai dipendenti, i sistemi per gestire tablet e PC azienda) – è cresciuta del 28% rispetto al 2013.

In ogni caso, il sorpasso del miliardo di euro segna il crollo della diffidenza verso il cloud computing da parte dei Cio, i responsabili tecnici e informatici delle aziende.

Aruba, la società di Arezzo, nata nel 1994, gestisce più di 2 milioni di domini registrati, 6 milioni di caselle e-mail, 3,8 milioni di caselle PEC, 20.000 server ed un totale di oltre 2 milioni di clienti e con l’acquisto del suffisso .cloud intende iniziare ad affermarsi anche come player mondiale.

Autore: ITespresso
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