Lo sbarco negli Usa di Spotify

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Spotify introduce le Web API

Negli Stati Uniti è effetto Spotify. Il debutto a stelle e strisce del servizio musicale in streaming, abbinato a un servizio in download per iPod, crea entusiasmo. Vediamo perché

A una settimana dall’annuncio, Spotify apre negli Stati Uniti. il servizio di musica digitale con 13 milioni di tracce musicali, amato da milioni di europei, sbarca negli Usa, dove lancia il guanto a Amazon Cloud Drive, Google Music e prossimamente a Apple iCloud. Inoltre Spotify sta per siglare un accordo con il social network da 750 milioni di utenti per svelare Facebook Music.

Spotify, una start up svedese che sta crescendo anche in Italia, di recente ha ricevuto fondi per 100 milioni di dollari dai russi di DST ed è stata valutata un miliardo di dollari. Spotify, che tra i suoi investitori include il miliardario di Hong Kong Li Ka-Shing, offre accesso in streaming a milioni di tracce musicali (che gli utenti consumer possono anche acquistare, conta più di 10 milioni di utenti in Europa, e oggi si espande negli Usa.

Spotify ha anche lanciato un servizio di download musicale sincronizzato con iPod, per sfidare il jukebox musicale di Apple, iTunes. Spotify, fino a ieri “sinonimo” di streaming musicale, vuole diventare un’alternativa ad iTunes: ha già oggi un milione di abbonati a pagamento. Spotify permetterà di sincronizzare la propria playlist di MP3 scricati in bundle all’iPod classic, Nano, o shuffle, connessi con Usb, tramite una nuova sezione “Devices” dell’applicazione Spotify su computer, o Spotify Mobile per iPhone e Android (in modalità wireless).

Vediamo quale concorrenza trova Spotify in Nord America nel mercato della musica cloud. Amazon ha appena aggiunto il supporto di Cloud Drive all’iPad e punta a fare concorrenza a Google Music offrendo storage illimitato per i suoi utenti Cloud Drive. Gli utenti della versione gratuita e a pagamento, adesso hanno tutto lo spazio che vogliono per i loro MP3 e AAC. L’opzione, però, è limitata nel tempo. Gli utenti che hanno la versione gratuita di Cloud Drive, hanno accesso allo spazio illimitato quando comprano MP3 da Amazon stessa. Questi file possono essere conservati sul vostro account online e non incideranno sui 5GB che avete a disposizione.

Apple iCloud non offre musica in streaming. iTunes propone tutta la cronologia degli acquisti su ognuno dei dispositivi degli utenti e permette di  ri-scaricare quello che si preferisce cliccando il pulsante iCloud. Poi è possibile sincronizzare automaticamente tutto quello che si comprerà in futuro. iCloud è on di default, per accedervi basta solo fare login da iOS 5. Si può scegliere se abilitarlo o disabilitarlo. Consente 5GB di spazio gratis per mail, documenti, backup. Nel caso in cui la musica sull’iPhone non sia stata scaricata da iTunes, sarà disponibile iTunes Match, che rappresenta un servizio aggiuntivo che per 25 dollari l’anno tiene nella nuvoletta anche la musica che non arriva da iTunes e sincronizza i brani sui dispositivi a 256kbps senza Drm, a prescindere dalle dimensioni dell’archivio.

Infine diamo uno sguardo a Google Music, presentato al recente I/O. Si tratta della risposta di Google ad Amazon, MOG e Rdio. Permette di accedere al servizio via cloud e inviare i brani in streaming ai dispositivi. Ma al momento è più un servizio di storage che non di streaming. Si possono caricare le tracce usando un client desktop per Windows e Mac e poi gestire quelle tracce tramite una semplice interfaccia utente dal Pc, dallo smartphone o dal tablet. Google ha in cantiere un music store, ma deve ancora definire i dettagli con alcune etichette.
Per chi possiede una buona collezione di tracce, è consentito l’accesso alla musica che si desidera da ovunque. Le cartatteristiche di punta sono: ascolto offline, continuità, playlist, API, upload e niente pirateria (il team di Android ha dichiarato che rimuoverà ogni traccia che violi il copyright).

Spotify sbarca negli Usa
Spotify sbarca negli Usa

Autore: ITespresso
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