Lo spettro del ciclone Dubai si allunga sulla fragile ripresa

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Ieri Goldman Sachs affermava che il 2010 potrebbe essere un anno di ripresa per la spesa IT, ma occhio ai dati macro-economici. Ora la bolla immobiliare di Dubai World potrebbe rimettere tutto in discussione?

Per Goldman Sachs i budget IT, dopo la contrazione dell’ultimo anno causata dallo Tsunami finanziario, torneranno a crescere: nel 2010 si normalizzeranno ai livelli pre-recessione. Ma occhio ai dati macro-economici.

E qui si allunga l’ombra minacciosa dell’ipotetico crac di Dubai: se Dubai non ha più cash per pagare i debiti, i guai di quella che era fino all’altro ieri candidata a diventare la Wall Street del Medio Oriente, fanno tremare tanti soggetti: le banche (anche europee) con 80 miliardi di esposizione; le aziende, anche italiane, che hanno investito nel mattone dell’ex Bengodi; ma soprattutto il ciclone-Dubai potrebbe far traballare gl i altri paesi del Golfo, mettendo in discussione i fondi sovrani dell’area.

E sottolineiamo che, per esempio, Advanced Technology Investment (ATIC), proprietà del governo di Abu Dhabi , ha messo a segno l’operazione per 1,8 miliardi di dollari per acquisir e Chartered Semi, il foundry chipmaker di Singapore; e lo scorso marzo Atic ha creato Globalfoundries, che produce chip per Amd.

Evitare in fretta che lo tsunami Dubai si propaghi nell’area del Golfo Persico, è essenziale: anche per il mercato chip e IT tutto, che fino allo scoppio della nuova bolla, sembravano avviati sulla via della ripresa.

Autore: ITespresso
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