Lo stalking diventa reato: e adesso attenti al webstalking

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Grazie al nuovo disegno di legge, chiunque minaccia o disturba qualunquepersona fino al punto di provocare un cambiamento del suo stile di vitarischia il carcere fino a quattro anni

La molestia ripetuta diventa reato. Lo ha deciso il 29 gennaio l’Aula della Camera: i voti a favore sul testo sono stati 379, due quelli contrari, quelli dei liberaldemocratici, tre gli astenuti. Il provvedimento ora passa al Senato.

Grazie al nuovo disegno di legge, chiunque minaccia o disturba qualunque persona fino al punto di provocare un cambiamento del suo stile di vita rischia il carcere fino a quattro anni. E se le molestie riguardano donne in stato di gravidanza o sono molestie ripetute nonostante gli ammonimenti, la pena e’ aumentata. Carcere per piu’ lungo tempo anche quando si tratta di molestie tra le mura domestiche.

Il disegno di legge definisce dunque lo stalking come reato punendo chiunque minaccia o molesta in maniera prolungata o ripetuta qualunque persona, in modo tale da provocare ansia, paura, o un fondato timore per l’incolumita’ propria o dei familiari, o da provocare un cambiamento del proprio stile di vita. La pena e’ la reclusione da sei mesi a quattro anni, che viene aumentata nel caso in cui la molestia provenga dal coniuge o da un familiare.

Il provvedimento assume una certa rilevanza anche alla luce dell’attuale era tecnologica. Difatti i temuti atti persecutori possono essere realizzati non solo con il telefono o lettere anonime, ma utilizzando le nuove tecnologie e quindi per posta elettronica, con la messaggistica istantanea e strumenti affini. Inoltre la vittima puo’ essere perseguitata controllando i propri movimenti tramite la rete (si pensi a chi fa parte di un social network o ha un proprio blog o e’ iscritto a newsgroup, mailing list).

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Autore: ITespresso
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