Lo startupper di successo ha il ‘credo’, rischia e fa sacrifici

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Durante Smau 2015, il gruppo Zucchetti, attraverso la testimonianza di Mariarita Costanza, direttore tecnico di Macnil del gruppo Zucchetti, ha spiegato quali sono le caratteristiche per essere uno startupper vincente e convincere i finanziatori a investire

Serve il ‘credo’, il sogno, la disponibilità a rischiare e la necessità di fare sacrifici. Sono questi, secondo Mariarita Costanza, direttore tecnico Macnil del gruppo Zucchetti e giudice della trasmissione Mediaset Shark Tank, andata in onda la scorsa primavera, gli ingredienti indispensabili per avviare una startup e per avere successo.

Successo anche di fronte agli investitori che non possono ricevere una sensazione di incertezza o di disagio per investire e per credere, a loro volta, nella startup o nello startupper che si palesa per chiedere un finanziamento.

La discussione sul ruolo delle startup e su cosa significhi oggi ‘mettere in piedi’ una startup è avvenuta nella seconda giornata di Smau 2015, una vetrina anche su una miriade di startup che hanno potuto mostrare il loro ‘sogno diventato realtà’.

Da sinistra: Gianluca Dettori, Mariarita Costanza, Antonio Grioli e Nicola Lavenuta
Da sinistra: Gianluca Dettori, Mariarita Costanza, Antonio Grioli e Nicola Lavenuta

Ma a fare gli onori di casa è stato Antonio Grioli, presidente del comitato direttivo del Gruppo Zucchetti che ha snocciolato qualche numero relativo all’azienda lodigiana che da 35 anni è sul mercato con numeri sia di clientela sia di dipendenti sempre crescenti. Al grido di non sono solo le aziende che fanno annunci di assunzioni da capogiro, quelle che assumono, anche il Gruppo assume regolarmente e a tempo indeterminato, il presidente del comitato direttivo ha sottolineato “108 mila clienti a cui sono state staccate fatture regolarmente pagate, 360 milioni di euro di fatturato, 1150 partner sul territorio che personalizzano le soluzioni Zucchetti avvicinandole ai loro clienti. Zucchetti è un’azienda orientata alla tecnologia di cui il 25% del fatturato è prodotto all’estero, grazie all’apertura di filiali negli Stati Uniti, in Brasile, per fare un esempio, e 160 distributori in tutto il mondo”.

Grioli ha raccontato che Zucchetti è impegnata in disparati settori di mercati: dalla sicurezza fisica, alla  robotica, alla domotica, facendo innovazione. Su questo punto, il presidente cita le startup, o ‘star-tappe’, come le definisce lui. Ma la vera operazione ‘amarcord’ arriva da Costanza, che si presenta in duplice veste, appunto, e ricorda come Macnil sia stata acquisita dal gruppo Zucchetti perché il gruppo è “lungimirante, attento all’innovazione e ha visto in Macnil, esperta in Iot, il mercato del futuro con i suoi 50 miliardi di dispositivi connessi nel 2020”, sostiene Costanza, la quale ripensa al suo passato, quando, con il socio ‘commerciale’ Nicola Lavenuta, andò in banca a chiedere un finanziamento. Anche la manager si definisce una startupper, per lo meno 15 anni fa quando nacque Macnil.

E, il palco di Smau è trampolino di lancio, almeno secondo Gianluca Dettori, venture capital dpixel e anche lui giudice alla trasmissione Shark Tank. “Smau sta rinascendo con un nuovo Dna, un Dna che parla di novità, di startup che sono le grandi aziende di software di oggi”.

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