Lo storage costruito pezzo per pezzo

DataStorage

Una piccola case history dimostra come sia possibile implementare un semplice
ed efficiente sistema di storage, ideale per aziende di piccole e medie
dimensioni

Non è sempre detto che implementare una struttura storage aziendale efficiente e sicura richieda spese folli o competenze da esperti. Molte volte infatti, confusi dall’abbondanza di tecnologie, normative e offerte si corre il rischio di sovradimensionare la soluzione storage, scelta per cercare di risolvere i problemi aziendali. Ricordiamoci infatti che la complessità, oltre a essere nemica della sicurezza, lo è anche dell’efficienza. Più sono complesse le soluzioni, maggiori saranno infatti le competenze richieste al personale che dovrà gestirle e quindi i costi che dovranno essere sostenuti. Analizzeremo, nel corso di questo articolo, una possibile combinazione di tecnologie semplici, tese a sviluppare una soluzione storage aziendale piuttosto economica, snella e quindi efficiente.

Gli ingredienti

Per la ricetta storage ci servono alcuni ‘ingredienti’ di base. Prima di tutto servirà una libreria a nastri, in grado di ospitare almeno una quindicina di cartucce da 320 Gb e capacità di lettura dei codici a barre per facilitare la gestione e l’archiviazione dei volumi. Per quanto riguarda la tipologia di connessione possiamo tranquillamente restare sulla tecnologia Scsi. Il costo approssimativo di un’unità del genere si dovrebbe aggirare intorno ai 2.500/3 mila Euro. Da affiancare alla libreria a nastro ci servirà anche un array di dischi, con capacità totale di almeno 700 Gb. Anche in questo caso dovremmo rimanere sulla stessa tecnologia di connessione utilizzata per la libreria a nastri. Inoltre, l’Array dovrebbe come minimo prevedere funzioni di Raid fino al livello 5 e offrire capacità di hot swap per le unità che dovessero guastarsi. A proposito di hot swap, sarebbe bene comprendere anche una piccola scorta composta da due/tre drive nel caso in cui qualcuna delle unità che compongono l’array dovessero rompersi. Il costo per un drive del genere dovrebbe aggirarsi intorno ai 5 mila/6 mila Euro. Come sistema operativo installato sui server coinvolti consideriamo la versione Windows Server 2003, il quale offre un’ottima gestione dei volumi dinamici. Inoltre, dovrebbe essere previsto un software per la gestione dei backup sulla libreria a nastri. Normalmente, i drive a nastro vengono accompagnati da apposite utility e software di gestione che consentono le operazioni basilari di backup, più che sufficienti per le nostre esigenze

Comporre il puzzle

Come prima cosa dovrebbe essere configurato l’array di dischi, che potrebbe per comodità essere organizzato in due unità logiche, entrambe con Raid 5.Una di queste due unità sarà utilizzata per raccogliere i backup programmati provenienti dai vari server e dai diversi volumi. L’altra unità potrebbe essere utilizzata per organizzare un servizio di file server aziendale, all’interno del quale prevedere una directory per ciascun utente. In questo modo, il coinvolgimento di questa ultima unità all’interno del processo di backup potrebbe consentire di salvare giornalmente le aree di lavoro dei singoli utenti, Su ogni server aziendale, oppure sullo stesso server al quale sono state collegate le unità a nastro e il disk array dovrebbero quindi essere creati dei semplici file batch, ai quali viene demandato il compito di copiare i dati contenuti sui diversi server/volumi/directory da salvare, nella prima area dell’array di dischi. L’organizzazione delle fasce orarie nelle quali attivare i diversi batch può essere comodamente gestita attraverso la funzione ‘operazioni pianificate’ raggiungibile generalmente dal pulsante Start attraveso il percorso Accessori->Utilità di sistema. Grazie a questa utility è quindi possibile organizzare l’esecuzione dei vari batch in modo che le operazioni di copia provenienti dai vari server non si sovrappongano sovraccaricando la rete. Una volta conclusa l’esecuzione dell’ultimo batch, e quindi dopo aver finito di effettuare la copia di tutti i dati che si è previsto di comprendere nell’operazione di backup, è possibile far entrare in scena l’unità a nastri. L’attivazione del backup su nastri dovrebbe partire con un certo margine di tempo rispetto alla conclusione stimata per l’esecuzione dei diversi batch precedentemte descritti, e dovrebbe comprendere entrambe le unità logiche create sull’array di dischi. In questo modo, verranno trasferiti su nastro sia i dati giornalieri salvati dagli utenti nella loro area di lavoro, sia i dati d’nteresse presenti sui diversi server aziendali. Il backup su nastro dovrebbe essere di tipo incrementale, in modo da poter costituire un’archivio storico dei diversi dati interessati dalle operazioni di salvataggio.

Possibili estensioni

La procedura di copia appena descritta presenta diversi vantaggi. Innanzitutto l’esistenza di una copia di backup ‘immediata’ che rende disponibili i dati del giorno pecedente. Si tratta infatti dei dati contenuti sulla prima unità dell’array di dischi (quella non interessata dai dati degli utenti), destinata a raccogliere i dati copiati dai vari server attraverso i diversi batch programmati. Se inavvertitamente dovesse essere cncellato qualche file tra quelli interessati dalle operazioni di backup, potrebbe quindi essere possibile recuperarne immediatamente la copia risalente al giorno precedente. Oltre a questa copia immediata dei dati esiste quella ‘storica’ contenuta sulle diverse cartucce di nastri della libreria, la quale permette di risalire a ritroso nel tempo, a partire dal giorno precedente, alle diverse versioni dei dati salvati. Per garantire una maggiore disponibilità dei dati e implementare una minima procedura di disaster recovery potrebbe inoltre essere possibile acquistare un apposito spazio storage esterno nel quale riversare saltuariamente una copia incrementale dei dati normalmente riversati sull’unità a nastri. In questo modo, in caso di eventi negativi significativi che interessino contemporaneamente l’unità a nastri e l’array di dischi, potrebbe essere possibile accedere velocemente alla copia remota dei dati mantenendo inalterata l’operatività aziendale.

Conclusioni

Implementare un efficiente e relativamente economico sistema di backup aziendale è possibile. Certo il metodo descritto nel corso dell’articolo può apparire piuttosto ‘artigianale’ ai puristi del backup, ma alla prova dei fatti si è dimostrato piuttosto efficace e robusto. Sicuramente non rappresenta la soluzione ideale per realtà di grandi dimensioni, e si presterebbe a uteriori migliorie, ma può sicuramente rappresentare un punto di partenza.

Autore: ITespresso
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