Lo storage rinnovato di Hds

Management

Le nostre analisi hanno permesso di rilevare che la cosiddetta ‘reference information’, quella non strutturata, sta crescendo a tassi annui del 75%, di molto superiori a quella contenuta all’interno dei data base tradizionali, che ha tassi medi annui del 27%. Non è tutto: mentre fino a ieri le imprese non avevano grande necessità del primo

Le nostre analisi hanno permesso di rilevare che la cosiddetta ‘reference information’, quella non strutturata, sta crescendo a tassi annui del 75%, di molto superiori a quella contenuta all’interno dei data base tradizionali, che ha tassi medi annui del 27%. Non è tutto: mentre fino a ieri le imprese non avevano grande necessità del primo tipo di informazioni, oggi il peso dei ‘reference data”, si pensi alle email, va assumendo grande rilevanza, tanto da richiedere una gestione attenta e mirata”: a esprimersi in questi termini è Roberta Pezzo, field product manager di Hitachi Data Systems (Hds). Si tratta di una situazione di mercato che va affrontata con approcci nuovi, in grado non solo di gestire il dato in virtù del suo valore e, quindi, a un costo correlato a questo elemento ma anche in una logica di allineamento della tecnologia It ai processi di business. “La soluzione, risponde Pezzo, consiste nel progettare delle soluzioni storage avanzate capaci di ottimizzare le applicazioni aziendali, agendo su diversi livelli di memorizzazione, a seconda appunto del valore e del costo dei dati. Questa suite si chiama Application Optimized Storage: comprende una pluralità di soluzioni caratterizzate da una architettura a più livelli, capacità di virtualizzazione e di collanti tra i vari livelli, grazie al lavoro di un gruppo di specialisti, incaricati per l’appunto di studiare le esigenze del cliente e di ritagliare la soluzione su misura. Hitachi TagmaStore Universal Storage Platform (Usp) è la nuova offerta con cui la società si presenta sul mercato. “Il nostro intento, sottolinea Roberto Salucci, storage product manager, è stato quello di ripensare il mercato non tanto in termini di un nuovo sistema, per quanto evoluto e flessibile, ma di un concetto in cui condensare aspettative ed esigenze attuali e future della clientela”. “Da oggi, grazie a questa offerta, precisa, è possibile aggregare diversi sistemi di storage all’interno di un’unica piattaforma; far condividere questa piattaforma a migliaia di applicazioni; ridurre i costi gestionali; migliorare le prestazioni delegando alla piattaforma Usp le funzioni di replicare, migrare e proteggere i dati; gestire l’intero ambiente in modo trasparente da un’unica interfaccia. La TagmaStore Universal Storage Platform, che per complessità e costo si rivolge a una clientela di large account (una cinquantina in Italia) ma che già nel 2005 è stata in parte adattata per una utenza di fascia media, si caratterizza per una serie di performance. “Per esempio, è il solo sistema sul mercato, puntualizza Salucci, in grado di offrire una virtualizzazione interna estesa a prodotti di altri costruttori con livelli di scalabilità di 330 TB e di connettività da 192 fibre channel.

Autore: ITespresso
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