Lo streaming non va? Sale l’ansia e si cambia servizio

Banda LargaMarketingNetwork

Uno studio Akamai misura le reazioni fisiche ed emotive degli accaniti consumatori di streaming video, quando degrada la qualità o in presenza di buffering. Sale l’irritazione, crolla la fedeltà

Immaginatevi la scena: tornate stanchi dal lavoro, non vedete l’ora di buttarvi sul divano e completare la visione della vostra serie preferita sul tablet, ma lo streaming non parte. Anzi, peggio! Parte, poi si interrompe, poi riparte e si interrompe ancora. Il nervoso aumenta! Anche perchè siete sicurissimi che il WiFi stia andando benissimo che non ci siano problemi.

Ecco, la stessa scena devono averla immaginata gli esperti di Akamai, che ha nel core delle proprie offerte proprio l’ottimizzazione di immagini e video per i service provider. Akamai ha quindi commissionato a Sensum uno studio sfruttando elaborati strumenti di misurazione biometrica (conduttanza cutanea, codifica delle espressioni facciali) per sondare l’impatto sugli spettatori di uno streaming di bassa qualità (la metodologia prevedeva il mascheramento del brand che offriva lo streaming e la ricerca è stata condotta in Uk su un campione di 1200 partecipanti).

Primo rilievo è stato dimostrato come la qualità della risoluzione e della riproduzione influisca sul coinvolgimento e soprattutto sulla fedeltà degli spettatori che perdono interesse verso il contenuto e soprattutto cambiano percezione sul valore del brand.

Dai risultati sembra che con esperienze di visione deludenti le emozioni negative aumentino del 16 percento, e il coinvolgimento cali del 20 percento. Con quasi l’80 percento dei partecipanti prono a interrompere l’utilizzo del servizio se si verificassero ripetutamente problemi di buffering.

Akamai Sensum - Alcuni dati salienti della ricerca
Akamai Sensum – Alcuni dati salienti della ricerca

Chiaro, l’inchiesta di Akamai è del tipo “pro domo sua” considerato il business. Tuttavia lo studio conferma, sopratutto quando si parla di streaming, quanto è già emerso in altre ricerche e cioè che ancor più di altre categorie di utilizzatori di device e app, i “dipendenti video” mal tollerino i bug nelle app, la scarsa usability, eventuali difetti nel tenere in memoria le preferenze sulle proprie scelte video, e le limitazioni di ogni tipo – geografiche, di banda quando si utilizza LTE, o anche semplicemente di login e autenticazione- si pensi che ci sono ancora piattaforme che non consentono l’acquisto o il noleggio direttamente dall’app ma costringono gli utenti a procedere dal sito Web (Premium Play tra queste), e a volte esclusivamente con il proprio computer o con la versione Desktop delle pagine Web. Passaggi che servono solo ad annoiare e a far predere utilizzatori.

Akamai Sensum - La misurazione delle emozioni
Akamai Sensum – La misurazione delle emozioni

Interessanti rilievi dello studio distinguono tra brand SVOD (Subscription Video on Demand) e TVOD (Transactional Video on Demand). Per i primi la diminuzione del coinvolgimento si lega direttamente ai problemi di buffering (soddisfazione in calo del 14 percento, emozioni negative +8 percento, stupore negativo +27 percento), per i secondi invece alle esperienze di visione di bassa qualità. Per entrambi vale che video ben ottimizzati in HD con la banda che serve migliorano l’engagemente di oltre il 10 percento.

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