L’OCSE: La scuola digitale italiana deve fare di più

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L'OCSE: la scuola digitale italiana deve fare di più @ shutterstock
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Solo la Grecia ha meno computer dell’Italia per studente nelle classi. L’OCSE denuncia il ritardo italiano nella scuola digitale. Occorrerebbe raddoppiare la spesa

L’OCSE non boccia la scuola digitale italiana, ma la rimanda in vista di un prossimo esame, come se fosse uno studente impreparato, “rimandato” a settembre. Il ministro Francesco Profumo ha promesso che dal prossimo anno ci saranno altre 4.200 Lavagne Multimediali e 3mila Cl@ssi 2.0.Ma intanto l’Ocse  esprime i suoi dubbi ed osserva l’enorme ritardo italiano: “Secondo il Rapporto sulla strategia italiana per l’innovazione digitale nella Scuola  (Review of the Italian Strategy for Digital Schools), solo la Grecia ha meno computer per studente nelle classi. In Italia c’è un computer per ogni 10 studenti di terza media (13-14 anni), contro una media europea di uno per ogni cinque. In Svezia, Norvegia, Danimarca e Spagna, c’è un computer per ogni tre studenti“.

L’analisi compiuta dall’Ocse, realizzata attraverso incontri con diversi rappresentanti del mondo della scuola e visite in alcuni istituti impegnati nei progetti di innovazione, haosservato luci ed ombre nel piano per digitalizzare la scuola italiana. Tra i punti di forza del Piano, l’Ocse sottolinea la volontà dell’amministrazione di scommettere sull’uso delle tecnologie e di internet nelle scuole italiane. E, in quest’ottica, la LIM è diventato il “cavallo di Troia” per convincere i docenti dell’utilità dell’ICT fra i banchi di scuola. L’OCSE apprezza anche l’approccio dal basso: la richiesta di LIM da parte degli insegnanti fa sì che, una volta adottate, le lavagne interattive non finiscano a mangiar polvere, ma vengano effettivamente utilizzate. Ma non mancano criticità. La prima è la lentezza dell’adozione.

Con l’attuale tasso di diffusione, l’OCSE osserva che ci vorrebbero altri 15 anni, tre lustri!, per raggiungere i livelli di scuola digitale della Gran Bretagna, dove l’80% delle classi è digitale. Secondo l’OCSE, sarebbe necessario raddoppiare la spesa, “attingendo ad investimenti sia pubblici che privati”, accelerando “l’attuazione del piano”. L’Ocse suggerisce di ricorrere a finanziamenti integrativi: da parte di Regioni, Fondazioni e scuole; ma anche l’apertura ad altre tecnologie meno costose e scelte dalle scuole, per esempio impiegando kit composti da computer di classe, visualizzatore e proiettore. Inoltre bisogna sviluppare una piattaforma virtuale di scambio delle risorse digitali per insegnanti, consentendo alle scuole di gestire la formazione dei docenti in modo flessibile, istitituendo premi per i docenti e fiere dedicate all’innovazione, ridefinendo gli obiettivi, tappe per il completamento del programma e criteri di valutazione dei risultati.

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L’OCSE: la scuola digitale italiana deve fare di più
Autore: ITespresso
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