L’Ocse mette in guardia dalla cyber war

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Un rapporto Ocse analizza i rischi degli attacchi informatici, dopo le scoperte sul “caso Stuxnet”

Gli attacchi informatici possono rivelarsi come una “tempesta perfetta”, generando “futuri shock globali”. L’Ocse vede un futuro in Rete a tinte fosche: il crollo del sistema finanziario mondiale o una pandemia visto che bastano pochi singoli “attacchi informatici”per causare una catastrofe mondiale.

Ma l’Ocse spiega che per causare una catastrofe globale, gli attacchi ai sistemi dei computer devono avvenire in combinazione con un altro disastro. Tra questi, un cyber-attacco ai protocolli o un’ampia eruzione solare in grado di distruggere alcuni componenti chiave per le comunicazioni come i satelliti.

In questa eventualità, sussisterebbero le condizioni per una ‘tempesta perfetta’ “, sottolinea Peter Sommer, professore della London School of Economics insieme a Ian Brown, dell’università di Oxford. A far preoccupare è l’escalation nello scenario di cyber-war dopo la scoperta che il virus Stuxnet – che colpisce i sistemi industriali – è stato creato da Stati Uniti e Israele, per minaccire il programma nucleare iraniano, ed è stato testato nell’impianto nucleare israeliano di Dimona.

Nel caso di Stuxnet, era chiaro l’intento di interferire con i processi delle centrali nucleari, in particolare con la centrifuga dell’uranio. Attacchi come questi, più o meno sofisticati, continueranno e senza dubbio cresceranno nel 2011, anche se molti passeranno inosservati al grande pubblico.

Gli scenari da cyber war sono stati spesso ipotizzati, anche quando a Google vennero trafugati segreti industriali nel gennaio scorso o in precedenza l’Estonia venne messa in ginocchio da un attacco senza precedenti; di recente un attacco record ha messo fuori usa il sito WikiLeaks mentre Julian Assange era braccato dall’Interpol, e, come risposta a questo attacco, sono arrivati i Ddos di Anonymous.

Autore: ITespresso
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