L’Ocse raccomanda lo sviluppo della larga banda per favorire la crescita socio-economica, produttività e competitività

NetworkReti e infrastrutture

L’iniziativa ha accolto in pieno la proposta dell’Italia, Paese in cui
si registra una delle più elevate crescite europee.

Il Consiglio dell’organismo internazionale ha appena approvato a Parigi una raccomandazione ai Paesi membri (tra cui Usa, Canada, Giappone e UE) che pone la centralità della larga banda come fattore fondamentale, di importanza strategica per favorire la crescita socio-economica, la produttività, la competitività, l’innovazione e l’inclusione sociale e per questo indica una precisa direttrice di intervento che privilegia sia l’estensione di questa infrastruttura sia e soprattutto l’implementazione dei contenuti che essa deve veicolare. Il documento è stato istruito su iniziativa della delegazione italiana in seno al Comitato ICCP – di cui è vicepresidente Paolo Vigevano (in rappresentanza di Lucio Stanca, ministro per l’Innovazione e le Tecnologie) – e sottolinea come la larga banda è un elemento determinante per il miglioramento della produttività e della crescita attraverso applicazioni che promuovono l’efficienza e nuovi servizi, nel settore pubblico e in quello privato. Commentando questo importante atto politico dell’OCSE, il ministro Stanca ha detto che è fondamentale che sia passato l’indirizzo per cui la larga banda non è solo velocità di connessione, ma anche l’utilizzo di una infrastruttura che veicola numerosi servizi e contenuti fruibili, in grado di elevare l’innovazione tecnologica. Da parte sua Paolo Vigevano ha ricordato che la delegazione italiana ha proposto al Consiglio dell’OCSE una posizione molto dettagliata, coerente con la politica nazionale in atto che delinea la necessità di un approccio complessivo volto non solo alla diffusione dell’infrastruttura ma anche alla creazione delle condizioni per la produzione di contenuti e servizi tali da stimolare gli utenti alla sua adozione. Infatti, ha aggiunto il rappresentante del MIT, per sfruttare in pieno il potenziale offerto dalla banda larga in termini di produttività, competitività e inclusione sociale quello che conta non è solo la disponibilità di infrastruttura ma anche un uso sempre più diffuso. Proprio l’Italia è uno dei Paesi in Europa che sta registrando la maggior crescita nella diffusione della banda larga: in un anno sono quasi triplicate, infatti, le famiglie che si collegano ad Internet attraverso la banda larga e a fine 2003 erano ormai più di 1,7 milioni le case che disponevano di un collegamento broadband. A tale proposito il ministro Stanca ha sottolineato come la considerevole crescita registrata in Italia è un successo della nostra strategia di ammodernamento tecnologico del Paese. Inoltre, la raccomandazione dell’OCSE è in piena sintonia con le politiche in atto in Italia, dove sono state create due specifiche società, la Infratel Spa per le infrastruttura e Innovazione Italia Spa, per i contenuti. Il rapporto EITO 2004; appena presentato a Bruxelles, rileva che tra i fattori trainanti dello sviluppo digitale vi sarà l’esplosione degli accessi a larga banda. Per quanto riguarda l’Italia, in particolare, solo per la Dsl è prevista una delle percentuali più elevate in Europa di diffusione, con una stima di espansione tra il 2004 e il 2006 del 56%, passando dai previsti 3 milioni di linee di quest’anno ad oltre 5,5 milioni del 2006.

Autore: ITespresso
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