L’offensiva finale della Delibera AgCom

Autorità e normativeAziendeMarketingMercati e FinanzaNormativa
La Delibera AgCom sulla graticola: la lettera da Bruxelles smentisce in parte l'Authority

Contestata sia nel metodo che nel merito, la Delibera AgCom torna in agenda. Dopo la commissione di mercoledì, l’enforcement del copyright di Agcom potrebbe essere votato

La Rete italiana è in subbuglio, da quando l’Autorità Garante per le Comunicazione ha deciso di forzare i tempi sulla delibera dell’AgCom di enforcement sul copyright, una delibera già contestata sia nel metodo che nel merito. Una petizione online può essere firmata su Avaaz.org, serve ad informare che “l’Autorità per le Comunicazioni vuole imbavagliare la rete in Italia“. Ma il regolamento messo a punto dall’Autorità Garante per le Comunicazioni è ormai prossimo al voto finale: dopo la commissione di mercoledì, la nuova disciplina del diritto d’auotore online potrebbe arrivare a traguardo già domani.

Nonostante che il nuovo testo sia stato epurato delle norme più repressive, rimane comunque controverso: la Commissione europea è ancora in attesa di risposte e delucidazioni, dopo aver chiesto all’AgCom spiegazioni su alcuni punti dolenti della delibera. Quello che rimarrà un “vulnus” insanabile è il metodo: in tutti i paesi occidentali le normative sul diritto d’autore sono discusse e votate dai Parlamenti, dagli organi legislativi, mentre l’Italia ha delegato a un’Authority amministrativa, oltretutto in scadenza (AgCom è in “semestre bianco”), una materia scottante che potrebbe avere effetti sulla libertà d’espressione e su “diritti costituzionali”.

Ma è anche sul merito che la Delibera AgCom fa acqua, soprattutto dopo la sparata di Confindustria Cultura contro l’Italia “dei pirati” e l’intervista del professor Valerio Onida sui filtri contro il peer to peer (già bocciati in ambito UE ed estromessi dalle prime stesure della Delibera AgCom; ma come mai l’AgCom avrebbe ancvora chiesto un parere all’ex presidente della Corte Costituzionale?). E intanto il presidente dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, Corrado Calabrò, sta per tornare alla carica con l’enforcement del copyright messo in stand-by dopo la Notte della Rete della scorsa estate e le proteste.

Gli impatti negativi sulla libertà di espressione derivano dalla possibilità di introdurre l‘oscuramento di siti per violazione del diritto d’autore, bypassando l’autorità giudiziaria, anche se prevede, in ogni momento del procedimento, la possibilità per le parti di ricorrere alla magistratura, congelando l’iter. Ma c’è di più, se l’AgCom indosserà il cappello di “sceriffo del Web”: la Delibera, secondo Luca Nicotra di Agorà Digitale, è “destinata ad accrescere la conflittualità fra Autorità e Parlamento e ad aprire un ulteriore strappo con la Commissione Europea alle cui osservazioni e critiche l’Agcom, dopo mesi, non ha ancora risposto pubblicamente”.

Mentre i paesi evoluti e in via di sviluppo studiano come sfruttare le opportunità dell’economia digitale per far crescere il PIL, ancora una volta l’Italia mette il freno a mano a Internet, come se l’economia basata sul Web fosse più un rischio che un’opportunità. Domani la Delibera AgCom sarà all’ordine del giorno per il voto finale dopo l’audizione del prossimo 21 marzo. Ma non c’è dubbio che si tratti di una delibera che presenta più ombre che luci.

L'offensiva finale della Delibera AgCom
L'offensiva finale della Delibera AgCom
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore