Lombardia Digitale, uno scossone chiamato Industry 4.0

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Durante l’evento Lombardia Digitale, organizzato da The Innovation Group con la collaborazione di Regione Lombardia, molti intervenuti hanno sottolineato come gli incentivi abbiano fatto ripartire il paese, incrementando il Pil grazie alla ripartenza degli ordinativi

I risultati del piano Industria 4.0, relativi al primo semestre 2017, hanno portato una ventata di ottimismo sul nostro piano di sviluppo economico, seppur consapevoli che di strada da fare ce n’è parecchia, basti fermarsi un attimo ad ascoltare le affermazioni di Mario Draghi circa il QE, oggi i risultati fanno davvero supporre che il piano Calenda abbia smosso la staticità sui macchinari del manifatturiero italiano.

Stefano Venturi, vice presidente investimenti e competitività territoriale di Assolombarda, ha sempre sostenuto con entusiasmo queste novità e, anche durante l’evento Lombardia Digitale, organizzato da The Innovation Group con la collaborazione di Regione Lombardia, ha sottolineato come gli incentivi hanno fatto ripartire il paese, incrementando il Pil grazie alla ripartenza degli ordinativi. “L’Italia è il secondo paese manifatturiero ed esporta molto. Il piano Calenda sul manufacturing ha aiutato le aziende a rinnovare il parco macchine nonostante il nostro paese già goda di un’automazione spinta, ma ci sarà un ulteriore acceleratore. Un dato interessante è la crescita della percentuale di investimenti in ricerca e sviluppo e possiamo dire che l’innovazione in fabbrica abbia spinto la ricerca”.

Stefano Venturi
Stefano Venturi

In effetti, i risultati del primo semestre 2017 dimostrano un incremento degli ordinativi del mercato interno per beni strumentali con picchi del + 11,6% per macchinari e altri apparecchi. Come accennava Venturi, sono arrivati dati positivi anche sul numero di imprese che aumenteranno la spesa in ricerca e sviluppo sia su percentuale di crescita della spesa. Sulla banda ultra larga stanziati interventi pubblici pari a 3,5 miliardi di euro per infrastrutture e per incentivi alla domanda di famiglie e imprese al fine di raggiungere  gli obiettivi di copertura al 2020. Insomma un piatto ricco, quello prospettato per l’economia digitale del nostro paese, sostenuta anche dalla politica presente all’evento.

Luca Del Gobbo, assessore all’università, ricerca e open innovation di Regione Lombardia, ha ricordato la legge 29 del 2016, come prima legge regionale in Italia per lo sviluppo della tecnologia con metodo di partecipazione perché “si tratta di una legge che non imbriglia i protagonisti la libera le modalità di cambiamento” e aggiunge Mauro Parolini, assessore allo sviluppo economico di Regione Lombardia che “ci sono molti imprenditori capaci di prendersi rischi, la politica può creare le condizioni per fare in modo che i soggetti camminino in parallelo, ma la regione deve creare condizioni affinchè certi concetti diventino convergenti”, e con questo ha anche sottolineato il valore della collaborazione con le Camere di Commercio.

Un momento durante l'evento Lombardia Digitale
Un momento durante l’evento Lombardia Digitale

Nel cuore delle novità tecnologiche si colloca anche il trasporto, elettrico se possibile. Infatti, Armando De Crinito, direttore generale vicario della direzione generale ambiente, energia e sviluppo sostenibile di Regione Lombardia, ha messo il luce come sulla mobilità elettrica si sia avviato un tavolo di discussione proprio con la Commissione Europea per portare all’apertura di un bando di circa 10 milioni di euro, tra un mese circa. “Entro la metà di ottobre ci sarà una delibera per avviare gara e per invitare i comuni su parte operativa nell’ordine di finanziamenti a fondo perduto per quasi il 90% degli investimenti per la mobilità elettrica”. Marco Moretti, Cio A2A e presidente A2A Smart City, ha sottolineato come stia avanzando sul territorio lombardo il concetto di smart city. Il Cio ha sottolineato sia come per il concetto di smart city sia per il concetto di smart green si stiano portando avanti risultati di primo piano , così come “abbiamo avuto un avanzamento su banda stretta, su smart worker e smart city. Sul fronte progetti IoT, dobbiamo considerare che entro il 2020 arriveremo a 100 mila informazioni al minuto”, conclude.

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