Londra introduce la Google Tax

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Londra vara la Google Tax
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Il Cancelliere britannico George Osborne ha svelato il suo piano per tassare le multinazionali hi-tech. Varata la Google Tax

L’Ocse aveva dichiarato l’impegno di tassare le multinazionali hi-tech. Ma il primo Paese a varare una tassa è la Gran Bretagna. Quando un cliente effettua una corsa con Uber, un utente scarica un brano da Apple iTunes o clicca sulla pubblicità su un motore di ricerca, dove pagano le tasse le aziende dell’IT? Ora Londra introduce la Google Tax, per dare l’addio alla cosiddetta elusione fiscale da parte delle multinazionali che finora trasferivano gli oneri fiscali laddove il regime di tassazione è più allettante. Ma le Big IT negano di aver mai compiuto illeciti, invece sostengono di adoperare tattiche legali di ingegneria fiscale per non pagare più del dovuto.

Londra vara la Google Tax
Londra vara la Google Tax

Il Cancelliere britannico George Osborne ha svelato il suo piano per tassare le multinazionali hi-tech, l’Autumn Statement. Nel quinquennio 2006-11, Google ha pagato 16 miloni di dollari. Facebook, la cui sede fiscale è in Irlanda, ha registrato ricavi per 50 milioni di sterline nel Regno Unito, in cambio di un’imposta di poco superiore alle 3.000 sterline; Facebook ha c hiuso l’anno con un credito d’imposta di 185.000 sterline.

Nell’arco del prossimo decennio il settore della tecnologia digitale a Londra potrebbe crescere del 5.1% all’anno, creando un giro d’affari aggiuntivo di 20 miliardi di dollari e 46.000 nuovi posti di lavoro dal 2024 (il 30% in più rispetto agli attuali 155,600 impiegati del settore), secondo una stima commissionata dalla capitale inglese. Le previsioni targate Oxford Economics for London (London & Partners), presentate in occasione della London Technology Week
dello scorso giugno.

Autore: ITespresso
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