Lontano è meglio

DataStorage

Lo storage remoto è una soluzione che dovrebbe essere contemplata in ogni piano di Disaster Recovery che si rispetti

Ormai l’esempio è trito e ritrito, ma purtroppo è anche l’unico del suo genere che possa rendere con chiarezza quanto l’impossibile a volte sia invece possibilissimo. Stiamo parlando dell’11 settembre, quando in poche ore di follia, oltre a numerose vite umane, sono state completamente spazzate intere società finanziarie e non. E’ vero che l’evento considerato è piuttosto drastico, ma in scala più piccola, un incendio, un allagamento o altri eventi parimenti disastrosi possono causare la perdita totale dei dati aziendali. Ecco quindi la necessità di dislocare in un luogo distante dalla sede principale dell’azienda i dati di backup. Naturalmente identifichiamo come sede principale dell’azienda quella contenente la sala Ced e i dispositivi di memorizzazione di massa. Il fine ovviamente è quello di sottrarre a eventi disastrosi che possono colpire la sede centrale le copie dei dati fondamentali, e di ripristinare nel più breve tempo possibile l’operatività aziendale. Poter disporre delle immagini della configurazione dei server principali, o solo dei dati vitali all’azienda permetterà infatti di riattivare in breve tempo, in postazioni di fortuna, le principali attività dell’azienda. Un esempio concreto La possibilità di disporre di diversi repository di dati offre caratteristiche di notevole robustezza anche per le operazioni quotidiane: se si guasta un componente basta semplicemente eseguire una rapida commutazione ricorrendo a un percorso alternativo. Un esempio già piuttosto complesso di una possibile soluzione in grado di ridurre al minimo possibili interruzioni in caso di semplice guasto al sistema principale di storage potrebbe essere il seguente. Un sito A (sede principale) offre servizi di storage e connettività Storage Area Network (SAN) per tutti i server di produzione. Nel sito B viene conservata una copia sincronizzata dei volumi di produzione. Questa copia occupa un’unità di storage remoto e utilizza una connessione in fibra. Il sito C, invece, genera copie istantanee dei volumi di produzione del sito A, il tutto mentre una libreria di nastri effettua il backup dei dati archiviati nel sito C. L’esempio appena presentato suggerisce alcune considerazioni legate sia agli obiettivi che si vogliono raggiungere, sia alle effettive necessità aziendali. Come prima cosa infatti è evidente che la soluzione suggerita si presta particolarmente alle necessità di realtà aziendali di medie e grandi dimensioni, la cui missione principale è quella di garantire che i servizi erogati non possano mai interrompersi (mission critical). Stiamo quindi parlando di ospedali, banche, istituti finanziari e di sicurezza. Normalmente, nell’ambito delle PMI l’esempio proposto potrebbe limitarsi a due soli siti ridondanti, i quali potrebbero addirittura coesistere nella stessa sede. In questo caso quindi si attribuirebbe maggiore importanza alla continuità del servizio ma non a una protezione dei dati da eventi catastrofici. La coesistenza di due sistemi di backup ridondanti in una stessa sede non rientra infatti nei parametri previsti per la realizzazzione di un efficiente piano di disaster recovery. E’ vero che i sistemi potrebbero essere dislocati in ambienti differenti anche se vicini tra loro, ma è altrettanto vero che il verificarsi di un evento catastrofico impatterebbe parimenti su entrambe le installazioni. Perché la ridondanza di un sistema di storage risponda anche ai requisiti di un piano di disaster recovery i sistemi principale e secondario dovrebbero essere posizionati in ambienti (stabili) separati, distanti tra loro da un minimo di 1,5 / 4 Km. Ovviamente, la realizzazione di questo obiettivo risulta particolarmente semplici per le grandi realtà aziendali che dispongono di diversi edifici o di sedi distaccate. Aziende di dimensioni ridotte potrebbero comunque adottare diverse soluzioni più ‘artigianali’ per raggiungere lo stesso obiettivo. Il ricorso a servizi di storage online possono ad esempio rappresentare una prima soluzione al problema. Conclusioni

L’imponderabile è sempre in agguato e per rispondere al quesito se sia effettivamente necessario prevedere una soluzione di storage remoto per la vostra azienda, chiedetevi semplicemente per quanto tempo potreste concepire di bloccare tutte le attività produttive a causa di un temporale più forte del previsto, che vi ha allagato la sala server. Il temporale è solo il primo di una lunga serie di eventi disastrosi che potrebbero colpire la vostra sede aziendale e/o i vostri dispositivi elettronici. Per poter essere sicuri sia di poter riprendere le attività produttive, sia di poter ridurre al minimo i tempi necessari a riportare la situazione a livelli accettabili di funzionamento, è forse necessario iniziare a pensare alla realizzazione di un sito remoto presso il quale duplicare i dati aziendali. Questa soluzione permetterebbe di poter sempre disporre dei dati fondamentali alla vostra azienda sia nel caso in cui si verificassero dei semplici inconvenienti tecnici, sia nel caso in cui la sede principale (sala server aziendale) venisse colpita da qualche evento disastroso. La dislocazione remota delle copie dei dati aziendali dovrebbe comprendere anche le copie di backup. Per garantire la perfetta riconciliazione tra i backup e i dati presenti nel sistema, una volta ogni periodo prefissato (settimanalmente/mensilmente o oltre a seconda delle esigenze aziendali) tutti i nastri di backup dovrebbereo essere prelevati e inviati offsite, per essere poi archiviati in una sede diversa dal datacentre.

Autore: ITespresso
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