L’Opa di Microsoft su Yahoo: nasce MicroHoo?

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Microsoft è all’assalto di Yahoo: dopo 18 mesi di trattative amichevoli, Steve Ballmer ha lanciato l’Opa ostile. La chiamano già la madre di tutte le acquisizioni con un’offerta da 44,6 miliardi di dollari. In palio è una fetta la pubblicità online: un mercato da 40 miliardi nel 2007, che raddoppierà nei prossimi tre anni. L’eventuale colosso avrebbe già un nome di fantasia: MicroHoo. E Google non ha perso tempo, lanciando un salvagente all’ex rivale Yahoo: l’Antitrust non starà alla finestra. Microsoft è avvisata

Dopo le fusioni HP-Digital-Compaq, Symantec-Veritas, Oracle PeopleSoft, potrebbe essere la volta dell’acquisizione Microsoft-Yahoo.

L’Opa è faranoica da 44,6 miliardi di dollari, di quattro volte superiore alla più grande acquisizione nel settore tecnologico del passat o.

Inoltre giunge in un momento di crisi dei mercati, forse alla vigilia di una recessione Usa e comunque di un rallentamento. Ma questo M&A voluto fortemente da Microsoft potrebbe essere l’ultimo grande affare dell’era di Bill Gates: l’ultimo jolly di Microsoft per andare all’assalto del mercato dell’advertising online e competere, se non testa a testa, per lo meno ad armi pari, con l’arci rivale della second life di Microsoft, Google.

Dopo aver sconfitto Ibm, agli albori del mercato del software, e battuto Netscape, nella prima New Economy, alla vigilia dello sboom (quando crollò

l”economia digitale nel 2000), oggi Microsoft va alla guerra del mercato dello spot online, contro il concorrente più agguerrito, Google.

Yahoo è nato prima di Google, puntando sul concetto di motore di ricerca indicizzato da una redazione umana. Google nacque successivamente,

per una sfida tra giovani talenti per superare le lacune di Yahoo, grazie a un algoritmo segreto. Da allora Google, basandosi su meccanismi non redazionali e non umani, bensì matematici e hi-tech, è diventato

il più popolare motore di ricerca: il search engine per eccellenza che con il suo spider scandaglia il Web in cerca di Link popolari da indicizzare

su un database dedicato alla ricerca online

. Se Google punta sulla quantità di siti indicizzati, tutt’oggi Yahoo scommette sulla qualità e sulla profondità,

nella deep Internet (per lo meno fin dove è possibile), delle informazioni indicizzate da proporre come risultati di ricerca alle interrogazioni degli utenti.

Ma Google, dalla quotazione in Borsa in poi, ha dato una svolta e un’accelerazione alla Net economy, che Yahoo ha provato a cavalcare fino a un certo punto, senza riuscire a mantenere il ritmo della BigG.

Dapprima Yahoo era in vantaggio per il vantaglio di servizi offerti:l’email, un Im (da tempo interoperabile con l’instant messenger di Microsoft),

servizi mobili eccetera. Finché Google non ha sfoderato due armi segrete: la ricerca enterprise (b2b), la ricerca nel settore sanitario (Google Health), l’ufficio sul Web (in funzione anti Office) e soprattutto l’ingresso nella telefonia mobile con Google Android. Anche qui, Yahoo ha provato ad agganciare il rivale, acquistando l’ufficio online di Zimbra e svelando una strategia mobile più flessibile e fresca, proprio all’ultima edizione del Ces

di Las Vegas, un mese fa. Ma Google rimane un passo avanti e nelle statistiche della ricerca online continua a umiliare Yahoo e la stessa Microsoft.

A questo punto possiamo leggere l’Opa di Microsoft su Yahoo come l’unica chance per arrestare Google e rilanciare un’alternativa al monopolio della ricerca online.

Anche se Google non ha già mancato di sfoderare la minaccia antitrust, che incombe sulla madre di tutte le Opa. Ma questo capitolo si aprirà, solo quando Yahoo avrà accettato di essere acquisita.

Autore: ITespresso
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