L’open source Android sposa il pagamento in-app

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Risolta falla in Android da un team italiano

Google precisa che Honeycomb sarà open source, ma fra un po’. In settimana arriverà invece il pagamento in-application

Mentre ferve la polemica sul “congelamento” del codice sorgente di Android 3.0 in quanto immaturo e non ancora pronto per il rilascio, Google conferma che Android rimane e open source, e si tratta solo di un ritardo della disponibilità open source del sistema operativo per tablet Android 3.0 (nome in codice Honeycomb). Nel frattempo Google si starebbe orientando su un maggiore controllo dei pagamenti effettuati nelle app.

In settimana Android adotterà il pagamento in-application (in-app). Gli acquisti in-app sono servizi aggiuntivi, o piccoli update, da acquistare direttamente all’interno di un’applicazione, e non dall’application store. Android Marketplace ha aperto lo store al test degli sviluppatori. Questa funzionalità è solo di Android Marketplace, e non di altri application store Android come Amazon. Il meccanismo dell’acquisto in-app (un po’ come la formula “inserisci la moneta per continuare”) serve a monetizzare ancora meglio il negozio di terze parti.

Riporta The Register: “Android Marketplace di Google avrà una funzionalità che altri app stores non hanno e una in cui gli sviluppatori investiranno tempo e sforzi”. Google spera di integrare il sistema nel billing systems degli operatori di rete locali, per semplificare, anche se ciò non accadrà subito.

Google confida nell’effetto fidelizzazione e porterà altri application store a emulare la sua idea. L’approccio di Apple è di possedere e controllare tutto, Google sceglie un’altra via.Apple a imposto l’obbligo alle app editoriali di non dirigere il traffico verso negozi online diversi da App Store e di non proporre condizioni di abbonamento migliori di quelle messe a disposizione dei suoi utenti. Apple costringe ad utilizzare un metodo di pagamento su cui ottiene una percentuale (del 30%, mentre Google agli editori ha chiesto un terzo: una percentuale del 10%).

Vedremo tra pochi giorni come funziona l’in-app di Google.

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Autore: ITespresso
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