L’open source entra in Finanziaria

Workspace

Nella legge Finanziaria una norma dà priorità al finanziamento di progetti
che utilizzano e sviluppano applicazioni software a codice aperto

La Finanziaria dà sostegno all’open source nella Pubblica Amministrazione. Nella legge Finanziaria c’è infatti una norma che dà priorità al finanziamento di progetti che utilizzano e sviluppano applicazioni software a codice aperto. Il Sottosegretario all’Innovazione Beatrice Magnolfi: ?sosteniamo la crescita di un’industria italiana del software, un arcipelago di piccole imprese gestite da giovani, che infondono al mercato innovazione e creatività?. E il sottosegretario aggiunge: ?Vogliamo dare una svolta decisiva alla diffusione e all’utilizzo del software Open Source nella Pubblica Amministrazione, oggi quanto mai indispensabile per abbattere i costi della burocrazia e consentire agli enti pubblici di dialogare tra loro in maniera più efficiente, utilizzando formati standard e aperti?. Così il Sottosegretario all’Innovazione Beatrice Magnolfi ha illustrato la norma della legge Finanziaria (art. 1, c. 897) che ? nella valutazione dei progetti da finanziare con i 30 milioni di euro previsti a sostegno della Società dell’Informazione ? assegna priorità a quelli che utilizzano e sviluppano applicazioni software a codice aperto. La stessa norma della legge Finanziaria, ha spiegato Beatrice Magnolfi, ?dispone anche la realizzazione di un ?ambiente di sviluppo cooperativo su web‘, dove le amministrazioni pubbliche possano condividere i codici sorgente, gli eseguibili e la documentazione dei software sviluppati. Il nuovo ambiente web consentirebbe inoltre di dare vita a comunità di amministrazioni utilizzatrici dei diversi software, per renderle protagoniste dei successivi sviluppi delle soluzioni, su base collaborativa ?. Secondo il Sottosegretario all’Innovazione ?è un’assoluta novità per un ambiente che si configura come un vero e proprio ?marketplace delle soluzioni informatiche della PA’, capace di favorire e rendere produttivo l’incontro tra la domanda pubblica e l’offerta delle sempre più numerose imprese italiane specializzate nello sviluppo di piattaforme a codice aperto?. ?Il fine è quello di sostenere la crescita di un’industria del software italiana in grado di competere con le grandi multinazionali, ma alimentando al contempo lo sviluppo locale nei territori ? ha concluso Magnolfi.

Autore: ITespresso
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