L’open source va bene nella PA

Workspace

Dai successi di OpenOffice, giunto a 30 milioni di download, all’annuncio del Comune di Roma che, dopo Monaco, decide di adottare il software libero

Il software libero sta godendo un momento magico di espansione. Dopo il server del Senato della Repubblica, ora tocca al Comune di Roma che, sulla scia di Parigi e Monaco, sceglie il Gnu/Linux e rinuncia in parte a Microsoft. Il comune di Roma inoltre dedicherà presto un sito Web dedicato all’open source e alle soluzioni per la Pubblica Amministrazione: inizialmente, stando alle dichiarazioni dell’assessore Mariella Gramaglia, l’open source è previsto solo per alcune applicazioni del desktop e della posta elettronica (non sono state citate quali esattamente). E parlando di desktop non si può non parlare dei 30 milioni di download raggiunti in quattro anni dall’alternativa libera a Office di Microsoft. In quattro anni OpenOffice, senza contare le copie legali distribuite con riviste e distribuzioni di Linux, ha dimostrato di essere un’alternativa valida non tanto perché liberamente disponibile , quanto perché rappresenta una modalità di sviluppo e di fruizione vicina alle esigenze degli utenti, e una garanzia di continuità per il futuro. Multipiattaforma (gira in modo nativo su Windows, Linux, Solaris e Macintosh), è disponibile in 44 versioni linguistiche ufficiali, a cui si aggiungono localizzazione “regionali” (come la traduzione in lingua zulu sponsorizzata dal governo sudafricano), la flessibilità di OpenOffice è assicurata dalla libera disponibilità del codice sorgente. In Italia, il progetto OpenOffice.org viene sostenuto dal gruppo di volontari del PLIO (Progetto Linguistico Italiano OpenOffice.org reperibile all’indirizzo: http://it.openoffice.org ), tra cui i coordinatori del gruppo sono Davide Dozza e Riccardo Losselli. Tra gli utenti italiani di OpenOffice.org ci sono alcuni enti e organismi pubblici come il Comune di Grosseto , la Provincia di Genova (nell’ambito del progetto Cospa), la Provincia di Pisa.

Autore: ITespresso
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