Luci ed ombre della Delibera AgCom

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I passi avanti della Delibera AgCom hanno fugato alcuni timori della vigilia. Ma ora si spera di superare le criticità rimaste con la consultazione pubblica. Alla ricerca del punto di equilibrio fra tutela del copyright e libertà d’espressione

I passi avanti da parte dell’AgCom sono stati registrati su alcuni punti, ma restano ancora altri criticità. Vediamo di verificare le luci ed ombre della Delibera AgCom sul diritto d’autore online, nota come: “Schema di regolamento in materia di tutela del diritto d’autore sulle reti di comunicazione elettronica“. Rispetto alla precedente bozza, che aveva sollevato da più parti una marea di critiche, ora risultano dilatati i tempi delle fasi della procedura e sono esclusi dalle procedure d’infrazione i siti “senza scopo di lucro”. Questi sono senza dubbio dei passi avanti della Delibera approvata, per 60 giorni in consultazione. L’introduzione del concetto di Fair use è fra le cose positive della Delibera che appunto importa “nell’ordinamento italiano il principio del fair use, ovvero delle citazioni a scopo non commerciale che fino ad ora ci era estraneo”.

Per i siti con server all’estero, decade la possibilità di inibizione via DNS, ma si procederà per via giudiziaria: “Nel caso dei siti esteri, qualora, in esito all’attività istruttoria, Agcom richieda la rimozione dei contenuti destinati al pubblico italiano in violazione delle norme sul diritto d’autore e il sito non ottemperi alla richiesta, il caso verrà segnalato alla magistratura per i provvedimenti di competenza“.

Abbiamo messo a punto un testo attentamente riconsiderato, dal quale sono state eliminate ambiguità e possibili criticità – ha affermato il presidente Corrado Calabrò fugando così qualsiasi dubbio sulla proporzionalità e sui limiti dei provvedimenti dell’Autorità e sul rapporto tra l’intervento amministrativo e i preminenti poteri dell’Autorità giudiziaria“.

Ora vediamo le ombre che continuano a stagliarsi nella Delibera dell’AgCom. Le sanzioni fino a 250 mila euro sono considerate eccessive. Non si sa come saranno considerate YouTube e Vimeo, le piattaforme di video condivisione, che hanno i banner commerciali: “Già oggi proprio queste piattaforme sono soggette a continue richieste di rimozione di materiale pubblicato“, spiega l’avvocato Fulvio Sarzana.

A favore della Delibera sono Fimi – Confindustria, Siae e FIEG. Quest’ultima considera la delibera “equilibrata e trasparente. I timori della vigilia e le polemiche spesso strumentali sembrano fugati“. Nel corso della consultazione pubblica ci si augura che possano essere corrette anche le ultime criticità, trovando quel “punto di equilibrio tra tutela delle opere dell’ingegno e diritti di libertà della Rete“, fra enforcement e cyber rights. Fra meno di due mesi, l’ardua sentenza.

Delibera AgCom approvata
Delibera AgCom approvata
Autore: ITespresso
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