Lucio Stanca non sarà ministro dell’Innovazione, designato Renato Brunetta

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Quando sembrava ormai certa la riconferma dell’ex dirigente Ibm, diventato famoso per aver varato il controverso portale Italia.it e la Legge Stanca sull’accessibilità, tutto è sfumato. Renato Brunetta è il nuovo ministro della Pubblica Amministrazione e dell’innovazione. Il primo banco di prova sarà Forum Pa

Lucio Stanca, al suo primo mandato come deputato PdL, sembrava sul punto di tornare a dirigire il dicastero dell’Innovazione. La lista del Governo era quasi pronta e, in attesa del giuramento, già si parlava del ritorno di Lucio Stanca al suddetto ministero. Ma tutto è sfumato all’ultimo minuto (almeno sui media mainstream): Silvio Berlusconi alle ore 20 circa in diretta Tv ha nominato l’economista Renato Brunetta ministro della Pubblica Amministrazione e dell’innovazione.

Il non ritorno di Lucio Stanca merita però una digressione.

Nella sua precedente esperienza come Ministro del governo Berlusconi, Lucio Stanca si è distinto per alcuni progetti ambiziosi (in particolare sull’e-government e sull’autostrada digitale della Pubblica amministrazione), ma è inciampato su altri: la famosa Legge Stanca, disattesa secondo la maggior parte degli esperti di accessibilità Web; il controverso portale (fantasma, all’epoca) Italia.it , presentato pur non essendo online e naufragato successivamente tra gli sprechi e le critiche (il sito costò 45 milioni di euro).

Tuttavia Lucio Stanca ha di recente attaccato Francesco Rutelli per non aver saputo portare a termine il sito Italia.it e il diverbio tra i due è stato acceso.

Sul fronte della Legge Stanca, parlano i numeri: in un convegno, Antonio De Vanna – responsabile Ufficio Accessibilità dei Sistemi Informatici del Cnipa – ha riportato uno studio che dimostra come, su un significativo campione di 507 homepage di siti pubblici, solo il 10 percento utilizzi un codice html corretto; inoltre un’intervista al direttore dell’ufficio italiano del W3C ci ricorda come i requisiti tecnici della legge italiana sull’accessibilità Web siano da riformare per adeguarsi all’evoluzione tecnologica del Web 2.0.

Insomma la legge Stanca dopo pochi anni ha già bisogno di un bel lifting.

Ma Silvio Berlusconi crede nelle capacità di Lucio Stanca, candidato al Ministero per l’Innovazione tecnologica, e solo poche settimane fa, con Stanca ha ricevuto nella sua residenza romana di palazzo Grazioli l’amministratore delegato di Microsoft, Steve Ballmer. Un incontro “al vertice” che fa immaginare un impegno del governo nei confronti del colosso di Redmond. Ma Lucio Stanca non c’è nella rosa dei ministri.

Di innovazione e tecnologia, l’Italia ha bisogno: il Digital Divide è tuttora un ostacolo all’innovazione digitale dell’Italia; Assinform nel suo ultimo Rapporto ha sottolineato che l’It è in ripresa, ma il gap con il resto d’Europa rimane, e mentre imprese e famiglie trainano l’It italiano, la Pa sta disinvestendo. Nella Pa inoltre fa da padrone l’in house, fuori da ogni criterio concorrenziale.

Secondo il presidente di Assinform, singole misure non risolvono il problema, perchè in Italia, occorre cambiare condizioni strutturali di contesto: “Il progetto Industria 2015, che auspichiamo venga mantenuto dal prossimo Governo, rappresenta una buona piattaforma di partenza, ma non basta“.

Queste parole di Ennio Lucarelli dovranno far riflettere il prossimo ministro in pectore: il primo banco di prova per il nèo ministro sarà Forum Pa settimana prossima a Roma.

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