LulzSec, il gruppo hacker si scioglie

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Dopo gli attacchi Ddos contro Sony, CIA, Senato Usa, e il partner dell’FBI Infragard, il gruppo hacker LulzSec dice basta

Come un tornado, rapido ed irruento, ha “rivoltato” e terremotato la Rete, rendendo pubbliche le fragilità dei sistemi attuali. Ma, dopo gli attacchi Ddos contro Sony, CIA, Senato Usa, il partner dell’FBI Infragard, i broadcaster Fox e PBS, la polizia dell’Arizona e il colosso Usa della telefonia AT&T (citiamo solo una frazione delle vittime degli attacchi di LulzSec), il gruppo hacker Lulz Security, nome in codice LulzSec, dice basta. Lulz Security ha dato, come sempre, l’annuncio sul suo account Twitter senza perdersi in troppe spiegazioni, inviando un link di un documento documento su Pastebin dechiarando che il gruppo hacker si scioglie. Dopo 50 giorni di navigazione nei marosi del Web, LulzSec chiude l’avventura di hacker ironici (ma anche etici) con il guizzo beffardo (e una certa “poetica situazionista“) che l’ha contraddistinto fin dall’inizio: ci lascia sperando di aver infuso “ispirazione, timore, diniego, felicità, approvazione, disapprovazione, beffa, imbarazzo, meditazione, gelosia, odio, e perfino amore“. Un gruppo che ha iniziato per suscitare ilarità e risa, e ha concluso il percorso di hacking con le motivazione “politiche” dell’hacking etico storico.

Quale eredità lascia il ciclone LulzSec? Sicuramente ha messo in luce che anche i siti che dovrebbero essere più sicuri (come Cia e i partner dell’Fbi eccetera), come per altro i siti di videogiochi, a volte sono un colabrodo; ha fatto emergere il fatto che i nostri dati sensibili nel cloud o sui server possono essere a rischio. Per chi si occupa di sicurezza IT, i Ddos e i cyber attacchi delle ultime settimane sono un “campanello d’allarme”: questi attacchi ad alto profilo hanno dimostrato tutta la fragilità delle “difese perimetrali di tutto il web“: meglio difendere i dati sensibili dei database, piuttosto che focalizzarsi su una (vana) difesa dei “bordi della rete” (Fonte: Application Security).

Anonime rimangono le identità degli hacker di LulzSec, nonostante un controverso arresto. “So with those last thoughts, it’s time to say bon voyage“: a modo suo gli hacker del XXI secolo, oggi che si chiude l’Hackmeeting 2011 italiano, ci danno l’addio augurandoci buon viaggio. Un augurio di cui abbiamo, noi cyber utenti, un gran bisogno, visto che perfino il Garante Privacy italiano teme che facciamo la fine di Pollicino, che seminava tracce ovunque. LulzSec si augura inoltre che altri gruppi o individui continuino “la rivoluzione contro gli oppressori“. Se non è un invito a raccogliere il testimone, poco ci manca.

LulzSec, la crew di hacker dà l'addio
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