Panasonic Lumix GX7, mirrorless micro quarto terzi di pregio

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IN PROVA – Stabilizzatore di immagine nel corpo macchina e mirino elettronico orientabile sono le caratteristiche di spicco di questa Lumix GX7 mirrorless da veri intenditori. Colpiscono la granularità nelle possibilità di personalizzazione e di regolazione per ogni parametro, un poco a scapito dell’intuitività

Presentata per la prima volta ad agosto 2013, è in commercio la fotocamera di fascia alta proposta da Panasonic nel suo portafoglio ‘micro quattro terzi’. Precisiamo subito: Lumix GX7 non è una fotocamera per tutti, tanti e tali sono i sistemi di controllo granulare su ogni parametro fotografico, che inevitabilmente su un apparecchio di questo tipo era destinata a crescere la complessità di utilizzo, e così è.  Il display posteriore consente il controllo immediato via touch, e in parte viene incontro all’utente, che a un primo approccio potrebbe sentirsi spaesato, proprio l’esperienza d’uso del touchscreen posteriore darà precisa percezione delle  infinite possibilità di utilizzo e dall’estrema flessibilità offerte da questa fotocamera. Ma andiamo per gradi.

Lumix GX7 descrizione

Lumix GX7 è una fotocamera DSLM (Digital Single Lens Mirrorless) con sensore micro quattro terzi da 16 Megapixel Live MOS, che rispetto al sensore della GX1 ha permesso di migliorare la riduzione del rumore ad alti ISO, ma anche la sensibilità. Il processore di immagine è Venus Engine, e il sistema di messa a fuoco è basato sulla tecnologia Light Speed AF a contrasto, in grado di mettere a fuoco anche in condizioni di luce scarsa grazie alla sensibilità fino a -4EV in modalità Singola, AFF (Flessibile) e Continuo, oltre a queste impostazioni di base la messa a fuoco ne presenta altre più sofisticate accessibili nel modo più veloce proprio dal touchscreen posteriore, per esempio per la scelta delle diverse zone. La fotocamera (disponibile con finitura color argento e nera) che si presenta con un telaio e lo chassis esterno in lega di alluminio, mostra subito le sue doti di robustezza e di compattezza, fatta salva la sporgenza dell’ottica intercambiabile e del mirino elettronico, inclinabile di 90 gradi, per inquadrare – all’occorrenza – come si faceva con le fotocamere a pozzetto.

Lumix GX7 Dorso
LumiX GX 7, in evidenza il mirino orientabile, con correzione diottrica e il dorso, con tutta la ricca dotazione di pulsanti

E’ proprio questo uno dei punti di forza di questa Lumix GX7, perché quello proposto è tra i migliori mirini elettronici che abbiamo utilizzato, ricco di indicazioni e con una risoluzione più che discreta. Oltre a questa modalità, il fotografo dispone di un touchscreen (3 pollici di diagonale) con risoluzione da 1 Megapixel in grado di essere lievemente scostato dal corpo macchina per una rotazione sull’asse orizzontale centrale di circa 45 gradi verso il basso e fino a 90 gradi verso l’alto, per esempio per inquadrare la scena tenendo ad altezza addome la fotocamera, una soluzione molto utile quando si inquadrano i bambini o per le foto dall’alto .

Queste due parti, oltre all’obiettivo, sono le due parti meccaniche del corpo macchina più sollecitate, oltre al flash che però scatta, pronto per l’uso, solo spostando il relativo pulsante. Punto di forza: syncro flash a 1/320. Mirino elettronico e display posteriore ci sono sembrati ben assemblati, ma proprio per la loro natura è consigliabile custodire la fotocamera con una qualche accortezza nel caso in cui siate abituati invece a riporla senza cura in sacche, zaini e così via. Non sono infatti previsti sistemi di blocco.

Molto affollato di comandi è il dorso posteriore: Oltre al tipico jog-shuttle a cinque vie, con la ripartizione per pulsanti separati, a destra del display vi sono ben 5 pulsanti supplementari, di cui quattro multifunzione oltre a una ghiera, che se premuta, attiva altre funzioni ancora. Infine sono disposti qui il tasto per il blocco dell’esposizione, il selettore AF/MF, lo sblocco flash e il tasto LVF/Fn4 (Fn, cioè con possibilità di impostare una scorciatoia funzione a piacere).

Della proposta Panasonic noi proviamo il modello Lumix GX7KEG: è quello venduto con obiettivo Lumix G VARIO 14-42 mm / F3.5-5.6. Si può acquistare la fotocamera nud (GX7EG) a, come anche la soluzione con obiettivo 20 mm F1.7 (CEG). Il modello più costoso è quest’ultimo da 1.199 euro, il modello con lo zoom costa 100 euro in meno e il solo corpo macchina ancora 100 euro in meno. L’apertura dell’attacco a baionetta ricordiamo che nelle mirrorless dà accesso diretto al sensore, senza la protezione dello specchio tipico delle reflex. Bisogna quindi sempre fare attenzione ed evitare il più possibili esposizioni alla polvere. Proprio riguardo l’ottica: questo modello sposta lo stabilizzatore dall’obiettivo direttamente sul sensore, ma lo stabilizzatore integrato non si attiva durante le riprese dei video, e allo stesso tempo non funziona con gli obiettivi che lo integrano.

Panasonic Zoom 14-42m
Panasonic Zoom H-FS1442A 14-42mm

Lumix GX7 memorizza su schede SD memory card, SDHC memory card, SDXC memory card, il comparto è unico. Non vi è possibilità di doppia registrazione. Questo avrebbe potuto rappresentare un plus non di poco conto in questa fascia. Chi crede nelle mirrorless e nel formato micro quattro terzi, se è un professionista ne sentirà la mancanza. La fotocamera è in grado di riprendere video full hd a 60 fps e fino a 9 fotogrammi al secondo in Raw. E’ previsto il supporto NFC-F (in modalità passiva) e WiFi sia diretto sia tramite rete, con relativa app per smartphone.

Lumix GX7, immersi nella fotografia

Lumix GX7 propone al fotografo un’esperienza completa e immersiva. Associa infatti tutti gli strumenti di una fotocamera per gli utenti appassionati, con quelli per utenti già esperti. Per questo non c’è comando o personalizzazione che non siano possibili, ma per questo Lumix GX7 è anche più complessa (basti pensare che si possono personalizzare fino a 9 pulsanti di controllo): si possono scegliere Scene tra ben 24 tipologie diverse (solo per i ritratti ne sono disponibili ben 6), come si possono impostare 8 filtri diversi, poi sono previste tre modalità di ripresa memorizzabili a piacere, oltre alla modalità di ripresa Video manuale e poi le priorità classiche tempi e diaframmi (S/A), Program, Automatico e iA e Manuale ovviamente. Colpisce come per ogni parametro siano granulari le impostazioni consentite: per esempio se si sceglie una zona singola di messa a fuoco si può impostare non solo la zona di misura, ma millimetricamente anche la dimensione della zona sensore sensibile alla misurazione.

Lumix GX7 Profilo superiore
Lumix GX7 attorno al pulsante di scatto la seconda ghiera di regolazione

 

In fase di ripresa, ci ha infastidito un poco il delay del mirino elettronico: quando si scorre in velocità un’inquadratura non risulta particolarmente pronto. Nulla da eccepire sulla qualità delle immagini, anche per quanto riguarda le riprese in ambienti poco illuminati, l’ottica delle nostre prove ha agevolato sempre una resa ottima dell’elaborato. E’ vero che con f 5.6 si perde luminosità e anche a ISO elevati si dovrà avere più accortezza nello scatto a mano libera, non sembra ma rispetto a una semplice compatta, questo fattore pesa nelle mirroless e pesa proprio in correlazione con il tipo di ottiche disponibili.

Il tempo più veloce di ripresa è di ben 1/8000 di sec. Dovrebbe esserne agevolata la fotografia sportiva, però dobbiamo rimarcare che proprio per questo genere fotografico continuiamo a preferire una reflex, per la stabilità maggiore che offre un corpo macchina più grande, ottima la stabilità anche nelle modalità di ripresa con frequenza di scatto elevate. Il motore Venus Engine praticamente annulla i tempi di memorizzazione immagine, così che il fotografo possa sempre rimanere concentrato sullo scatto successivo, senza delay.

Come guida alla scelta: la nostra esperienza nel tempo ci porterebbe a non dare priorità in ultima istanza alla presenza del mirino elettronico, non neghiamo da un lato di subire il fascino del formato micro quattro terzi e di una mirrorless, dall’altro abbiamo la sensazione che non potremmo mai rinunciare a una reflex, pur con i suoi ingombri. Certo Lumix GX7 da tanti punti di vista è inappuntabile, così come è vero che si propone come fotocamera perfetta per la foto di strada, anche per l’istantanea di alta qualità, e per tanti aspetti è davvero appassionante.

Da migliorare l’autonomia della batteria. Con l’utilizzo anche sporadico del motore è fatale la riduzione del’autonomia a meno di una giornata di lavoro.

 

 

 

 

 

 

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