LUnione Europea in ritardo sul commercio elettronico

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Deludenti i dati degli ultimi sei mesi, lItalia tra i paesi più arretrati

LUnione Europea è in ritardo rispetto alla tabella di marcia nellavvicinamento ai nuovi processi produttivi richiesti dalla new economy. LItalia, a sua volta, è in ritardo anche rispetto agli altri partner europei. Il rallentamento verso la new economy, emerge da un rapporto della Commissione Ue per il Consiglio di Stoccolma (anticipato oggi dallAnsa) che fa il punto della situazione sul programma eEurope. Il documento mette in risalto le difficoltà incontrate dai paesi nella marcia di avvicinamento verso i nuovi modelli richiesti dalla new economy e individua in Italia, Grecia e Portogallo le nazioni con maggiori ritardi. Nel periodo compreso tra marzo e ottobre 2000, i pc a casa sono passati dal 18 al 28% delle famiglie, in Italia dal 20 al 25%.Per quanto riguarda le scuole anche se il 94% dichiarava di possedere almeno un pc, se andiamo a vedere la percentuale di quelli abilitati alla navigazione, ci fermiamo al 79%. La media europea parla di dieci alunni per pc, e di 22 alunni per ogni accesso a Internet; in Italia la situazione è più grave, con venti alunni per pc e ben 45 per ogni accesso a Internet. Anche per quanto riguarda i costi daccesso alla rete, lItalia va in controtendenza; mentre nelle ore di punta il costo a livello europeo è sceso dell8,6%, nel nostro paese ha fatto invece segnare un aumento del 10%. È il commercio elettronico però a destare le maggiori preoccupazioni e il boom previsto è ancora lontano dallavverarsi. In Europa solo il 5% dei navigatori acquista regolarmente online, in Italia ci si ferma ad appena l1%.

Autore: ITespresso
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