L’Unione europea proteggerà i bimbi dai videogame violenti

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La Ue sostiene l’iniziativa Pegi, ma passerà dall’invito all’autoregolamentazione alla linea più dura

L’Unione europea sceglie la linea dura per proteggere i bimbi dai videogame violenti,

ma senza censurare e senza ledere i diritti dell’industria dei videogame. Il caso era scoppiato circa due anni fa con il videogame

Rule of Rose, quindi è avvenuta la censura di Manhunt 2 sia in Gran Bretagna che in Italia.

Finora l’Unione europea si era appellata all’autoregolamentazione, anche se Italia, Gran Bretagna, Germania e Irlanda hanno anche attuato divieti più selettivi che dovrebbero entrare in vigore entro i prossimi 2 anni.

20 su 27 Stati membri dell’Unione hanno adottato un sistema di classificazione per età denominato Pegi (Pan European Game Information), ma contro i videogame violenti l’Unione europea vuole fare di più.

Il Pegi suggerisce un’età minima per giocare a un videogame, ma la Ue vuole arrivare al Pegi Online dedicato al gaming in rete.

Ma l’azione regolamentare non dovrà essere proibizionismo senza senso per non infierire sui diritti degli autori dei videogiochi.

Autore: ITespresso
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