LUnione Europea torna a (pre)occuparsi della cybercriminalità

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Secondo il Consiglio dellUnione Europea è necessaria una maggiore cooperazione tra gli stati membri nella lotta contro i crimini informatici e/o telematici

Di Michele Iaselli ROMA. Il Consiglio dellUnione Europea con la proposta di decisione-quadro del 19/04/02 ha ribadito la necessit di una maggiore cooperazione tra gli stati membri ed in particolare fra i relativi organi giudiziari per combattere in maniera efficace i crimini informatici attraverso unopportuna armonizzazione delle diverse normative penali. La necessit di tale proposta stata dettata dalla rilevazione di numerosi attacchi contro sistemi di informazione da parte della criminalit organizzata e dalle sempre pi pressanti preoccupazioni di attacchi terroristici contro i sistemi di informazione dei paesi dellUE. La criminalit informatica ormai diventata un pallino fisso degli Organi Comunitari e la proposta di decisione in esame ne costituisce una valida testimonianza. Effettivamente il problema grande e di non facile soluzione la comunicazione della Commissione europea del 6 giugno 2001 intesa a creare unagenzia europea contro i crimini informatici, la decisione n. 276/1999/CE del 25 gennaio 1999 del Parlamento Europeo che ha come oggetto la sicurezza delle reti telematiche e la tutela dei minori on line, il trattato internazionale contro il crimine informatico sottoscritto da diversi stati non solo del vecchio continente, ma anche da Sudafrica, Canada, Giappone e Stati Uniti, non sono comunque sufficienti a combattere con la dovuta efficacia un fenomeno dilagante come i crimini informatici e/o telematici ed per tale motivo che il Consiglio dellUnione Europea avanza questa proposta che ha come principale obiettivo una maggiore cooperazione giudiziaria e di polizia fra gli Stati membri. La proposta prende in esame alcune specifiche tipologie (sicuramente pi diffuse) di reati informatici ed in particolare laccesso illecito ai sistemi di informazione (art. 3) e linterferenza illecita con sistemi di informazione (art. 4). [STUDIOCELENTANO.IT]

Autore: ITespresso
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