L’utopia del tutto wireless

NetworkReti e infrastrutture

Le comunicazioni wireless hanno imboccato in modo irrevocabile la strada della banda larga e del supporto simultaneo a diversi servizi, dati, voce e video, con un ritmo di crescita ormai accelerato

La storia delle comunicazioni radio senza fili è stata da sempre caratterizzata da collegamenti a lunga distanza e con basso throughput. Ma sulla scia di quanto avvenuto per le comunicazioni fisse negli ultimi 15 anni, anche le comunicazioni wireless hanno imboccato in modo irrevocabile la strada della banda larga e del supporto simultaneo a diversi servizi, dati, voce e video, con un ritmo di crescita ormai accelerato. Anche oggi tuttavia il limite è legato alla natura fisica delle onde elettromagnetiche. Esiste una relazione inversa tra distanza e throughput complicata dal fatto che spesso il terminale ricevente è mobile e l’ambiente è spesso ostile alla propagazione e genera interferenze di ogni tipo.Ma da utenti ormai chiediamo di poter fare in modalità wireless tutto quanto abbiamo imparato a fare con una linea fissa e fortunatamente la tecnologia ci sta seguendo su questa strada. Protocolli, schemi di modulazione e spettri radio vengono combinati in maniera da servire dispositivi mobili sempre più piccoli, sempre più carichi di applicazioni e con una autonomia sempre più ampia.

Localmente, per le wireless Lan, stanno per arrivare nella disponibilità del mercato dispositivi a standard 802.11n in grado di fornire 100 Mbps su un unico canale radio, la velocità delle tradizionali schede di rete fissa per Pc.A livello metropolitano stanno arrivando anche sul mercato italiano, proposte da Cisco e da Nortel, le cosiddette reti mesh di tipo wireless, che utilizzano le frequenze e gli strumenti delle Wlan per realizzare reti di campus o metropolitane con prestazioni sicure e analoghe a quelle di una rete locale estesa geograficamente. Ma è sulle reti di telefonia cellulare, o wireless Wan- se vogliamo chiamarle così per obbligo di classificazione ? che si sta giocando in questo momento la carta importante delle prestazioni e dei servizi a banda larga per aziende e consumatori.

Ormai siamo a livelli di prestazioni paragonabili a quelli di una linea fissa di tipo Dsl. Su entrambe le sponde dell’oceano con l’Umts Hsdpa (cioè in architettura a pacchetto con downlink ad alta velocità) o con i servizi 1xEv-do su Cdma 2000 è possibile fornire agli utenti larga banda in quantità utile (fino a 14 Mbps teorici) per qualsiasi applicazione pensabile. Le Wan wireless stanno raggiungendo le Lan wireless. E all’orizzonte si sta profilando il Wimax, un terzo incomodo tecnologico ad alto potenziale di discontinuità per le Wan di tipo wireless e fisso. Ma se per il ?wireless to the max? i collegamenti di tipo fisso offrono un potenziale di mercato limitato spesso al local loop o ultimo miglio, i veri volumi di vendita, i veri affari arriveranno con il Wimax mobile. I due miliardi di utenze per la telefonia cellulare sono uno scenario possibile. Ma la maggior parte di esse sono ancora utenze voce con una piccola comunità di utenze dati alla ricerca di banda.

Il collegamento a larga banda sta per diventare una prerogativa non di un luogo, ma di una persona dovunque essa sia. Questa banda in mobilità nascerà forse anche dalla combinazione di tecnologie diverse che a puro scopo di chiarezza abbiamo descritto come rivali o separate. La strada sarà dunque quella della ibridazione di reti e ancor più di terminali. Il rapido diffondersi di cellulari e smartphone dual mode, per ora Umts e Wi-Fi, con le applicazioni voce che rendono possibili indicano la strada del futuro. I fornitori di tecnologie che mescolano Wlan e Wwan, da Kineto a Nokia, hanno già fatto il primo grande passo e i carrier, da Telecom Italia a 3 Italia, da Bt a Orange a Vodafone, stanno pensando come e a quali prezzi fornire agli utenti un numero unico e un dispositivo unico dentro e fuori casa, dentro e fuori l’ufficio. Perché i carrier stanno adottando questa strategia a doppia rete? I benefici di questo tipo di convergenza sono due. La rete Wlan serve loro per aumentare la copertura e le capacità funzionale delle costose reti cellulari.

Ma ancora di più delle ragioni di costo sono le opportunità di business e la possibilità di un lock-in duraturo di clienti aziendali e consumatori che spingono gli operatori verso questo approccio ibrido. Il cliente viene fidelizzato con un ambiente opportuno di connessione a costi decrescenti, ma viene sempre più imprigionato verso una situazione in cui il passaggio a un altro operator diventa sempre più contrattualmente costoso. Un unico numero e una notevole quantità di servizi ad esso collegati, dalla casella di email in poi, dentro e fuori casa è difficile da dismettere senza conseguenze e noie.Tutto questo non ci libera però dai cavi. Come è stato fatto notare da qualcuno, le prese di rete e i cavetti RJ 11 e RJ 45 saranno sostituiti da quelli di alimentatori e caricabatterie.

Sull’area dei contenuti poi si aprono anche per la parte mobile nuove opportunità per diversi player, siano essi classici aggregatori di contenuti o nuovi entranti. Una dimostrazione viene proprio dall’Italia e dall’offerta nata questa estate con il sostegno dei campionato mondiali di calcio per la televisione mobile su cellulare dai principali operatori italiani con il supporto di Mediaset e con la novità del nuovo posizionamento di 3 non più come operatore di telefonia, ma come fornitore e creator di contenti. Dal telefonino si è passati al videofonino e ora siamo al tvfonino. Per di più solo da poco anche la video comunicazione mobile, con la complicità della banda larga anche wireless, sta entrando nel vivo. Il fenomeno passa dai consumatori al business e si propone lentamente come estensione della telefonia su Ip nelle aziende.

Autore: ITespresso
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