Ma che difficile fare il manager!

Aziende

Un’indagine Teradata rileva che i manager delle grandi imprese si trovano a dover prendere, ogni giorno, un numero di decisioni significativamente maggiore rispetto agli anni precedente e, per farlo,
necessitano di strumenti di analisi in grado di fornire informazionisicure e attendibili

In un mercato sempre più competitivo e dove la flessibilità e l’agilità dell’impresa è una condizione fondamentale di sopravvivenza, i manager si trovano a dover continuamente prendere decisioni (e ritornare su decisioni già prese) e perché queste decisioni siano realmente efficaci devono farlo basandosi su informazioni precise e attendibili. Da una ricerca condotta da Teradata risulta che per il 75% dei top manager delle maggiori aziende americane, nell’ultimo anno, il numero di decisioni da prendere ogni giorno è significativamente aumentato rispetto ai due anni precedenti. Per tre anni consecutivi le ricerche Teradata hanno inoltre dimostrato che per quasi il 100% del campione il numero di dati sta aumentando, mentre per oltre la metà degli intervistati sta duplicando o addirittura triplicando rispetto all’anno precedente (57% nel 2004). Un altro 50% ha affermato che quest’anno le decisioni sono più complicate rispetto all’anno scorso. “Questi risultati ci spiegano perché le aziende oggi stanno ponendo l’enterprise analytics ai primi posti nella lista delle proprie priorità”, ha dichiarato Bob Fair, Chief Marketing Officer di Teradata. “La stragrande maggioranza degli intervistati, oltre il 70%, ha dichiarato che la difficoltà nel prendere decisioni genera gravi rischi per il business. Le decisioni che vengono prese senza adeguati supporti riguardano generalmente profitti, reputazione dell’azienda, crescita a lungo termine, etica dei dipendenti, produttività e fatturato”. Quest’anno Teradata ha analizzato i risultati distinguendoli sulla base di due criteri: coloro che reputano il proprio processo decisionale ottimo (decision champions) e coloro che invece lo ritengono scarso (decision challenged). “Il 75% dei decision champion ha dichiarato di riuscire ad avere a disposizione la giusta informazione nel momento in cui ne necessita e di riuscire a ottenere i dati abbastanza in fretta da supportare decisioni per il servizio al cliente. Solo il 19% dei decision challenged può dichiarare altrettanto”, ha aggiunto Bob Fair. “Il 70% dei decision champion sostiene che è facile cercare, capire e utilizzare informazioni che sono già a disposizione, contro solo il 6% dei decision challenged. È significativo poi che il 60% dei decision champion dichiari, al contrario dei challenged, di poter accedere ai dati tramite un unico data warehouse”. Altri studi promossi da Teradata quest’anno hanno dimostrato che la crisi nel processo di decision making è globale e che manager europei e cinesi stanno esprimendo le stesse preoccupazioni.

Autore: ITespresso
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