Ma in Europa cosa succede?

NetworkReti e infrastrutture

Un panorama tutto diverso

Quest’anno in Europa l’Ict crescerà del 3.2% con punte del 5% per software e servizi. Questi dati positivi vengono dall’ultima edizione del rapporto Eito 2006 che sottolinea anche il boom diffuso della connettività a banda larga. Per Bruno Lamborghini, presidente di Eito, lo scenario europeo è dominato dalle sfide poste dalla convergenza digitale. In Europa, diversamente dall’Italia, la crescita del settore It sarà superiore quest’anno a quella del settore telecomunicazioni. Nel mondo gli esperti di Eito prevedono una crescita del 4,6% per l’It, contro il 3,4 % delle comunicazioni. In questo settore la crescita è sostenuta da una generale riduzione delle tariffe e da una crescita dei servizi voce. Ma sono la mobilità e l’entertainment ha dare corpo alle promesse migliori nel mercato delle Tlc insieme allo sviluppo di nuovi servizi dati e internet che non coinvolgono solo le comunicazioni fisse.

Una sezione particolare del rapporto è dedicata alle reti P2P e ai servizi Vas legati ai contenuti digitali: gli individui prima sulla rete fissa e poi in mobilità interagiscono tra loro sempre più individualmente al di fuori di ogni sistema centralizzato o gerarchico. Questa condivisione dei dati, che parte dai file e può arrivare ai progetti, è ormai una modalità che si sta facendo strada anche nella mobilità a livello individuale e aziendale: non si tratta solo di foto, video e musica, ma anche di navigazione su web, email, Im. Le nuove opportunità di business per gli operatori, ma anche per i fornitori tradizionali di contenuti, crescono a mano a mano che tutti gli attori della filiera sviluppano una visione comune sul ruolo del file sharing nella distribuzione online dei contenuti. Lo sviluppo di servizi mobili su scala europea fa parte dell’iniziativa i2010 dell’Unione Europea che vuole favorire il lavoro in rete delle aziende per favorire la competitività e l’occupazione nel Vecchio Continente.

La Commissione Europea si attende benefici importanti dal passaggio alla mobilità perché essa sta diventando una tendenza irreversibile anche a livello sociale e favorisce una maggiore centralità dell’individuo e della sua autonomia. Nei servizi pubblici anche in Italia si sono avviate le prime sperimentazioni di utilizzo di messaggi Sms per avvisare i cittadini favorendo una maggiore interattività tra amministrazione pubblica e cittadini. Uno dei vincoli non tecnologici che hanno tenuto ancora a freno le applicazioni di mobilità aziendale è la presenza in Europa di molte normative che stanno rendendo le cose più difficili sul versante dell’interoperabilità e della sicurezza. Il programma i2010 della Commissione Europea si basa su tre punti, informazione, innovazione e inclusion (cioè apertura a tutti contro il digital divide) per realizzare uno spazio unico europeo dell’informazione. Innovazione significa investimenti in ricerca e disponibilità dei risultati per gli utenti.

E la società dell’informazione europea deve essere per tutti. L’orientamento delle attività europee per ottenere crescita e impiego è verso la diffusione e la commercializzazione dei risultati della R&D del Vecchio Continente. Si tratta di avere scopi comuni, indicatori e parametri che consentano di misurare i progressi con piani ben definiti e responsabili di ogni stato membro. Per la produttività il piano i2010 indica come strumento importante l’integrazione dei servizi mobili con i tool di collaborazione e le applicazioni che servono le Pmi, che sono il tessuto industriale dell’Europa non solo del nostro Paese. La focalizzazione è sul middleware, l’elettronica a bordo degli autoveicoli (infomobility services), l’assistenza alle persone (personal healthcare), il mobile infotainment e l’area del mobile business e mobile work.

Autore: ITespresso
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