MacBook Pro 13 con Retina Display e Intel Haswell, il massimo per lavorare

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MacBook Pro Haswell
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SLIDESHOW – MacBook Pro 13 con Intel Haswell e Retina display è perfetto per lavorare in mobilità senza rinunciare a prestazioni, agilità e con un’autonomia effettiva di 9 ore. Touchscreen e form factor ibridi non sono indispensabili per la produttività

La proposta MacBook Pro dei i nuovi laptop Retina Display (2.560×1.600 pixel) con Intel Haswell (Intel Core di quarta generazione), annunciata da Apple a ottobre, è da giorni disponibile per l’acquisto nello store di Apple. Si tratta di una proposta che non temiamo di definire di confronto per tutti i vendor di computer, sia nel segmento consumer, sia per chi lavora.

Mentre su piattaforma Windows assistiamo al moltiplicarsi di form factor, alla declinazione di ibridi di forme diverse, e alla proposta di tanti sistemi tablet+notebook, Apple resta coerente con l’idea di base per cui il notebook non deve essere contaminato come fattore di forma, ma si può ancora lavorare di lima su linee, profili e dimensioni, adottando e sviluppando nell’integrazione hardware e software i vantaggi offerti dalle nuove Cpu, aggiungendo le interfacce che i feedback degli utenti pensano siano più necessarie per arrivare a un prodotto ancora più convincente, garantendo un’usabilità eccellente, se non migliore, anche senza touchscreen, ma con un ottimo touchpad e gesture ben pensate.

Queste sono le impressioni che restano anche all’utente che confronta le piattaforme e l’ultima proposta Apple rispetto alla generazione precedente. Lato hardware, oltre ad Haswell e alla grafica Intel Iris, i quattro milioni di pixel di Retina Display sono il biglietto da visita che invoglia all’upgrade.

Apple ha messo appena 100 euro di differenza tra la proposta entry level con Retina e il modello MacBook Pro tradizionale. Il primo costa 1.329 euro e il secondo 1.229. E’ quasi impossibile resistere, anche se la dotazione hardware è poi diversa. I modelli con Retina infatti anticipano i tempi: tutti con disco SSD, tutti con minimo 8 Gbyte di Ram.

MacBook Pro 13 interfacce
MacBook Pro 13, tutte le interfacce: doppia Thunderbolt 2.0, doppia presa USB 3.0 e presa Hdmi  in primo piano

MacBook Pro ha uno spessore ancora ridotto ad appena 18mm, pesa 1,5 Kg, appena un paio d’etti in più rispetto al MacBook Air da 13 pollici. Cui somiglia sempre di più proprio per quanto sia sottile.

Linee più sottili, prestazioni grafiche migliori, processore Intel Haswell, dotazione di interfacce arricchita, sarebbero già sufficienti a valutare i nuovi MacBook Pro come alternativa all’offerta su Windows, Apple dà in più un colpo anche alla dotazione gratuita di software e include le suite iWork e iLife su tutta la nuova linea, ovviamente con l’ultima versione del sistema operativo Os X Mavericks. Chi oggi acquista un MacBook Pro 13 ri ritrova i programmi che servono per lavorare con file di Word, Excel e PowerPoint, senza dover installare Office di Microsoft.  Apple ha anche appena annunciato di lavorare su iWork con novità interessanti entro i prossimi sei mesi.

 

MacBook Pro 13, la prova

Noi proviamo MacBook Pro 13 con Intel Core i5 a 2,6 GHz (tutti i 13 pollici sono dual-core, Core i5 o Core i7 e le Cpu quad-core sono riservate ai modelli da 15 pollici, così come anche la grafica Iris Pro), e sarà Intel Iris (GT3), la generazione successiva alla grafica integrata Intel HD 4000 (GT2), a farvi apprezzare le migliori prestazioni rispetto ai MacBook Pro precedenti. Nel nostro modello purtroppo ci si ferma alla soluzione base (quando si parla di MacBook Pro Retina) di Iris con 1 Gbyte di Ram, e Iris Pro (Intel HD 5200) è disponibile solo sui 15 pollici), ma il sistema è comunque molto reattivo anche per i 512 Gbyte di disco SSD. Nessun MacBook Pro con Retina Display ha più i vecchi dischi meccanici e il meglio incide sul prezzo.

Il potenziamento del comparto grafico e della Ram sono possibili solo in fase di acquisto, perchè la memoria è saldata sulla scheda madre, niente upgrade quindi pensateci subito, per la grafica top poi bisogna necessariamente affidarsi ai MacBook con display da 15 pollici, che si potranno scegliere eventualmente anche con le soluzioni discrete nVidia GeForce GT 750M con 2GB di memoria.

MacBook Pro 13 pollici, per chi lavora in mobilità non è comunque figlio di un dio minore rispetto al modello da 15 pollici. perché ha un’autonomia superiore di circa un’oretta e perché dispone delle medesime interfacce (2 Thunderbolt 2.0, 2 USB 3.0, Hdmi, presa cuffie, doppio microfono incorporato nello chassis, slot SDXC per le schede di memoria), non una di più non una di meno, del fratello maggiore.

MacBook Pro 13 con Haswell, autonomia da sogno

Le nove ore di lavoro dichiarate da Apple (8 per il 15 pollici) per MacBook Pro 13, sono assolutamente realistiche, con un lavoro d’ufficio continuato, a patto di tenere la luminosità del display ridotta e di non spremerlo con applicazioni di elaborazione multimediale. L’autonomia, invece, è ancora verosimilmente di poco inferiore ai valori indicati nella normale riproduzione di film con iTunes.

La domanda che spesso ci si pone è come sia possibile che l’autonomia di questi Mac, come anche dei nuovi MacBook Air, sia così elevata, rispetto a quella dei computer con eguale dotazione hardware (Cpu, grafica, Ram e disco) basati su Windows. La risposta in parte è legata all’ottimizzazione hardware e software, possibile solo con un perfetto controllo tra le due componenti, gioca anche il numero limitato di configurazioni hardware a catalogo da ottimizzare, ma certamente Mavericks fa la sua parte, così come il sistema di gestione dell’energia, del tutto trasparente per l’utente, che con App Nap mette in stato dormiente le applicazioni delle vostre finestre in background (metre Power Nap provvede comunque all’aggiornamento dei dati quando serve), così come fa con le schede inutilizzate di Safari, che è il browser d’elezione per risparmiare energia.

Apple MacBook Pro Haswell
Apple MacBook Pro 13 con Retina display e Intel Haswell

Il sistema inoltre sfrutta in abbinata con App Nap, Timer Coalescing, peraltro già conosciuto anche su Windows 7; serve per raggruppare processi di basso livello e ridurre il lavoro sulla Cpu, il risparmio di risorse per la Cpu con Mavericks va anche oltre il 70 percento.  Mavericks dispone infine anche di un sistema intelligente in grado di rilevare la presenza dell’utente di fronte al display in modo da evitare il passaggio alla modalità Sleep, ma allo stesso tempo sono ottimizzate anche le chiamate delle applicazioni, in modo da tenere aggiornati i dati per l’utente evitando consumi inutili. I programmi della suite iWork sono inoltre scritti per l’architettura a 64bit, è proprio con questo tipo di applicativi che i vantaggi prestazionali sono più evidenti.

MacBook Pro 13 e Mac OS X, vera alternativa a Windows

Nella pratica di tutti i giorni, chi proviene dall’ambiente Windows e non utilizza iCloud, ma per esempio i servizi come SkyDrive o altri servizi storage in cloud – dove magari tiene memorizzati i propri file del lavoro – anche senza disporre di Office 365 potrà continuare ad accedere ad essi e  usarli con Numbers (foglio elettronico) e Pages (elaborazione testi), senza preoccuparsi di nulla, scegliendo in ultima istanza se riconvertirli in file Excel o tenere il formato Apple; invece per fogli Excel critici e complessi resta sempre la disponibilità anche per Mac di Office 365, ma non sono così tanti i casi in cui è veramente essenziale.

Il client Mail che si trova preinstallato è adeguato a gestire tranquillamente sia account di posta Exchange (anche account multipli, e ovviamente con i relativi Contatti, Calendari e Attività, in Promemoria), sia Google e Gmail. Inoltre gli account Twitter, Facebook, Linkedin, Yahoo!, Aol, Vimeo e Flickr sono direttamente configurabili da un’unica interfaccia, come sempre.

Apple MacBook Pro Haswell
Apple MacBook Pro Haswell, con il suo spessore di appena 18 mm affiancato a un iPad Air con la sua custodia. La differenza si gioca su un paio di millimetri

Oramai una configurazione ‘alta’ su piattaforma Windows, con queste caratteristiche complessive e questa qualità costruttiva si avvicinerebbe senza dubbio anche nella fascia di prezzo (la nostra configurazione costa circa 1800 euro, che si discosta dal listino base soprattutto per la presenza di un SSD da 512 Gbyte), ma l’usabilità del sistema Mavericks, rispetto a Windows 8.1 è decisamente maggiore, anche per chi proviene dal mondo Windows e ha sempre utilizzato l’OS di Microsoft.

Questo perché il vero display touch dei MacBook Pro è proprio il touchpad, con sui si può fare tutto, più velocemente e meglio. Non c’è nulla da aggiungere dal punto di vista costruttivo a quanto si sa già, la scocca ‘unibody’ con solo la base apribile per l’accesso ai componenti, è un’idea che solo pochi costruttori hanno seguito. Eppure anche con un elevato livello di robustezza il peso è sempre intorno a 1,5 Kg. Ci sono margini migliorativi per il MacBook Pro? Certamente ancora, per esempio la tastiera. Intendiamoci, il feedback è eccellente, eppure Apple non è ancora a ridurre sensibilmente nel tempo l’effetto lucido, dato dall’usura.

Apple con l’integrazione di una doppia presa Thunderbolt di seconda generazione, oltre alle due prese USB 3.0, ha eliminato in pratica su tutti i suoi laptop MacBook Pro qualsiasi limitazione di espansione. Thunderbolt 2.0 dispone di un throughput di 20 Gbit al secondo, e lavora con dispositivi in serie senza degradare le performance nella cascata dei device che si desidera collegare.

Mac Book Pro vs Air

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Confronto dimensioni MacBook Pro MacBook Air
Nella parte più alta Air ha uno spessore maggiore

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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