Magri (Dell): con il Green si risparmia, ma mancano metriche precise

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Francesco Magri, direttore vendite settore pubblico di Dell, commenta le strategie Green dell’azienda e lancia un guanto alla PA. La difficoltà di misurare il risparmio è un freno per gli investimenti

Di Green It se ne parla, se ne parla. Ma ci sono aziende che ne fanno una questione di principio, mettendo in discussione anche se stesse. E’ il caso di Dell che (nonostante le difficoltà che sta incontrando negli ultimi tempi) si sta adoperando per traghettare il Green It da utopia in concretezza, partendo dal suo interno. E’ Francesco Magri, direttore vendite settore pubblico di Dell, che delinea la strategia in materia, prendendo come spunto una ricerca realizzata con IDC ( “Green IT Barometer”, scaricabile qui ) secondo la quale metà delle aziende ha, già da oggi, messo in atto una strategia dei Green IT. E tra queste Dell.

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Francesco Magri, direttore vendite settore pubblico di Dell

La ricerca, condotta su 434 responsabili dei sistemi informativi di aziende europee con più di 1.000 dipendenti, evidenza come le aziende si aspettino di ottenere un risparmio reale del 15,2% in termini di costi nei prossimi dodici mesi. “In questo momento molte aziende vivono il Green it come una costrizione dovuta alla normativa vigente – precisa Magri – perché è difficile quantificare quanto effettivamente si risparmi.Mancano precise metriche per la misurazione del risparmio, un primo problema da risolvere”.

Il ceo Michael Dell, all’inizio dell’anno, ha imposto all’azienda di aumentare la sua responsabilità “verde” e di portare a zero la contribuzione di emissione di CO2 entro al fine dell’anno. Con tre le modalità: impegno diretto nel ridurre l’emissione di CO2, utilizzo di fonti di energia rinnovabili, copertura di diritti di emissione di CO2 per la quantità non compensata.“E ci stiamo riuscendo– puntualizza Magri -. Nella classifica stilata dall’Epa (Environment Protection Act) delle aziende che utilizzano energie rinnovabili, siamo passati quest’anno dalla dodicesima alla terza posizione, dietro Pepsi Corporation e Intel”.

Ma l’azienda – nei dettami di Michael Dell – deve anche contribuire attivamente alla progettazione di pc e notebook, rendendoli sempre meno esosi in termini di dispendio energetico, e utilizzare materiale che non danneggi l’ambiente. “I nuovi desktop utilizzano fino al 10% di plastica riciclata – precisa – e nei prossimi dodici mesi tutti i nostri notebook sostituiranno la tecnologia di retroilluminazione passando ai led, eliminando così mercurio e riducendo il consumo. Per Dell significa sobbarcarsi costi più elevati in sviluppo e tecnologia, ma crediamo che l’adozione in volumi faccia in prospettiva scendere i costi”.

Risponde a questa logica di risparmio energetico anche il data center che verrà inaugurato al 1 di dicembre alla Università di Napoli,Scope . Un primo esempio che può invogliare la PA italiana a investire. “Dal mio punto di vista – spiega Magrila PA è estremamente interessata al discorso del Green IT, anche in un’ottica di ‘dare il buon esempio ai cittadini’. Questo ad oggi , però, non si è ancora tradotto in una strategia precisa di procurament e sviluppo IT, anche se alcuni tentativi elementari sono stati fatti, come quello di Consip che ha introdotto nei sui bandi la richiesta di sistemi poco rumorosi”. Le sedi più consone per promuovere questa coscienza rimangono quelle istituzionali – Assinfom, Cnipa, seminari – e anche progetti con onlus come quello “Plant a forest for me” per riforestare parchi, in giro per il mondo, con un contributo di pochi euro dai clienti. Per ora Dell ha riforestato, con l’approvazione del ministero dell’agricoltura polacco, un’area con 100.000 alberi, a fronte dell’apertura della nuova fabbrica in Polonia lo scorso anno. Per l’Italia, su cosa fare e dove riforestare, ci sta ancora pensando.

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