Major-P2p, uno a zero

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La sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti ha considerato le aziende dei software di condivisione come Grokster responsabili di pirateria sui propri network

È stata una dura battaglia, ma alla fine la Corte Suprema degli Stati Uniti ha emesso la sentenza a favore delle major e degli studios di Hollywood. Grokster e Morpheus, sebbene avessero vinto nei primi due gradi, sono state tuttavia messe a ko dalla decisione definitiva della Corte Suprema degli Stati Uniti. Grokster e Streamcast (produttore di Morpheus) sono state infatti riconosciute responsabili di pirateria sui propri network, avendo come intento principale e attivo il favoreggiamento della violazione di copyright perpetrata dai propri utenti. La sentenza della Corte Suprema è stata votata all’unanimità. È una vittoria senza ombra per le major e degli studios di Hollywood: ora il procedimento dovrà tornare in Corte d’Appello, dove la sentenza dovrà essere riscritta alla luce di quella emanata dalla Corte Suprema, che ha considerato le software house corresponsabili della violazione di massa di copyright per scopo di lucro. Non è quindi stata accolta la celebre sentenza Betamax che oltre vent’anni fa scagionò Sony. Ma nel caso di Grokster e Morpheus le due case hanno proprio realizzato software con l’intento di promuovere la violazione del diritto d’autore, senza mai dotarsi di strumenti per ridurre tali violazioni (come Snocap dell’ex padre di Napster). Non è infine una sconfitta per il Peer to peer in sé, che ha anche impieghi potenzialmente legali: tutta la sentenza è un coro unanime di no contro Grokster e Morpheus, non esplicitamente contro il file sharing. È stato sconfitto, in poche parole, l’abuso, non la tecnologia. Per una lettura della sentenza ecco il link: www.eff.org/IP/P2P/MGM_v_Grokster/04-480.pdf .

Autore: ITespresso
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