Malware, quanto mi costi?

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Dall’Economist Intelligence Unit, arriva la conferma di come frodi e intrusioni pesino sempre più sui bilanci dell’It aziendale

Rispetto agli ultimi tre anni, la spesa che le aziende hanno dovuto accollarsi per tamponare i danni causati da frodi e intrusioni è cresciuta del 22%, attestandosi a un valore pari a 8,2 milioni di dollari (4,6 milioni di euro). Sondando un campione di 900 aziende multinazionali attive in una decina di settori diversificati, l’Economist Intelligence Unit ha elaborato i risultati, riportati nel Global Fraud Report commissionato dalla società di consulenza del rischio Kroll.

I ricercatori hanno sottolineato come nella lista dei danni, oltre alle frodi stiano crescendo furti e attacchi alla proprietà intellettuale. La percentuale di aziende che hanno subito almeno un caso di frode è aumentata dell’80-85%, rispetto al 79% degli anni passati. La forma più diffusa di frode, legata al furto dei beni fisici, ha riguardato il 37% del campione mentre il furto, la perdita o l’attacco alle informazioni si è attestato attorno al 27%, con un aumento del 5% rispetto all’anno scorso.

In dettaglio, i costi sopportati dal settore delle tecnologie e delle telecomunicazioni è stato di 5,6 milioni di dollari. Si tratta del comparto che ha subito maggiormente il furto o la perdita dei dati oppure un tentativo di attacco, coinvolgendo un terzo delle aziende. Il 41% degli intervistati ha dichiarato di considerarsi altamente vulnerabile a questo tipo di minacce, mentre un terzo si considera moderatamente vulnerabile. Secondo gli analisti questo spiegherebbe il crescente interesse degli utenti finali per tutte le soluzioni crittografiche finalizzate alla prevenzione dai malware.

Autore: ITespresso
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