Mandrake Linux 10.0 Community Edition

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Nuovo kernel 2.6.3, nuova interfaccia grafica e la terza release di
Samba; ecco la carta d’identità di una delle distribuzioni più amate

La versione 10.0 Community di Mandrakelinux si distingue, al primo sguardo, per l’interfaccia nuova (grazie al tema Galaxy II e a MagicDev, per facilitare l’accesso ai media rimovibili), per il programma di installazione più semplice, per le migliorate capacità di supporto e la facilità di configurazione. Molto più importante è invece il fatto che siamo di fronte alla prima distribuzione equipaggiata con la versione 3 di Samba. La disponibilità della nuova release del popolare server Gpl per reti Windows, in grado di integrarsi con reti basate su Active Directory, è di sicuro interesse per chi cerca una distribuzione facile da utilizzare anche nella realizzazione di server in azienda. Mandrake carica la versione 2.6.3 del kernel, Kde 3.2, Gnome 2.4.2 e Xfree 4.3. Grazie alla versione 2.6.3 del kernel di Linux, questa distribuzione è quindi in grado di supportare nativamente sistemi multiprocessori (Smp) fino a 16 vie con una quantità di memoria fino a 4 Gbyte. La procedura d’ installazione consente di mettere in piedi un sistema funzionante e con tutto il software necessario per essere produttivi in poco tempo, come per esempio la più recente edizione di OpenOffice (1.1), l’editor di diagrammi Dia e il Web editor Quanta. In fase d’ installazione le funzionalità di riconoscimento automatico dell’hardware sono state messe in difficoltà solo quando abbiamo provato a installare Mandrake anche su una macchina virtuale Vmware, su cui la distribuzione non è riuscita ad impostare in automatico la configurazione del server grafico X, ma a questo si è posto rimedio facilmente con l’utility Xfdrake. Con la consueta semplicità di Mandrakelinux Control Center diventano facili le comuni operazioni di gestione del sistema, così come è possibile condividere un accesso ad Internet tramite il tool DrakGw in pochi passaggi. È apprezzabile la possibilità di impostare la condivisione dei dischi locali, tramite l’utilizzo dell’ opzione Condividi di Konqueror o di Nautilus. Soddisfacente anche Urpmi, il sistema di Mandrake per la gestione dei pacchetti software, che fornisce con una semplice interfaccia grafica funzionalità simili all’ottimo Apt di Debian. Invece qualche sforzo in più poteva essere fatto arricchendo anche questa versione di Mandrake Control Center con funzioni guidate per la gestione dei server (per esempio: Isc Dhcpd o Bind), funzioni previste, per esempio, da Yast di Suse. In realtà, nella precedente versione 9.2 tali funzionalità erano fornite a corredo nell’edizione ProSuite, confidiamo avvenga lo stesso almeno in questo caso. Altre differenze da rimarcare dovrebbero riguardare la fornitura di software commerciali, tra cui alcuni driver per schede video (Ati o Nvidia) e per particolari modem Adsl; è bene informarsi prima sul sito MandrakeSoft non appena verranno rilasciate tutte le edizioni.

Autore: ITespresso
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