Marco Morchio (Accenture), la tecnologia di Expo può servire al Paese

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Service Delivery Platform è la base software che Accenture mette a disposizione per garantire coesione tecnologica a tutti i servizi applicativi di Expo 2015, ne parliamo con Marco Morchio, Managing Director di Accenture Strategy e responsabile della Global Partnership con Expo 2015, che ci racconta la tecnologia e i possibili benefici anche per la nostra Agenda Digitale

Marco Morchio è Managing Director di Accenture Strategy e responsabile della Global Partnership con Expo 2015: la persona che più di chiunque altro può raccontare i servizi strategici e tecnologici in campo per abilitare l’esperienza digitale per i visitatori.

L’evidenza più immediata è l’app gratuita sviluppata da Accenture, attraverso cui i 20 milioni di visitatori previsti potranno programmare la visita a Expo 2015 tra il 1 maggio e il 31 ottobre 2015, acquistare i biglietti (e-ticketing), costruire un’agenda, utilizzare la mappa interattiva, ma alla base di tutti i servizi c’è una piattaforma software, su cui poggeranno sia i servizi di Accenture, sia quelli di altri partner di Expo. Si tratta della Service Delivery Platform (SDP) che permetterà poi di generare report in tempo reale sui ricavi generati a favore di Expo e dei rivenditori autorizzati. Utilizzando gli analytics, sarà inoltre possibile per i diversi partner lo sviluppo di servizi digitali innovativi e contenuti personalizzati sulla base delle preferenze degli utenti.

Morchio ci racconta: “Accenture per Expo lavora in sostanza su un doppio binario. Il primo è quello di abilitare e assistere Expo come società nell’implementazione di tutti i sistemi di backoffice (sistemi informativi, copertura applicativa), un’attività tradizionale, ma non facilissima per il contesto. Expo è una società nuova, è una società temporanea di scopo. Il secondo ambito è legato al front-office legato all’evento e alla manifestazione”.

Service Delivery Platform è un asset software di Accenture, non sviluppato nello specifico per Expo, ma già ben collaudato precedentemente da Accenture su realtà anche molto più complesse. SDP infatti è una piattaforma molto articolata di cui si possono attivare a scelta alcune componenti e in questo senso quindi può essere customizzata a seconda dello scopo per cui viene messa in campo. Così è accaduto nel caso di Expo. “L’SDP – sottolinea Morchio – è una piattaforma che noi abbiamo in funzione già, per esempio, nel mondo delle telco, che hanno storia e complessità ben superiori”.

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Marco Morchio, Managing Director di Accenture Strategy e responsabile della Global Partnership con Expo 2015

SDP sarà il centro di tutto il sistema di Expo 2015, il “sistema nervoso”. E’ una base software quindi su cui poggiano tutti i servizi digitali, in parte sviluppati in prospettiva end-to-end da Accenture – che funge a tutto tondo da system integrator – in parte servizi sviluppati da altri partner e che Accenture integra. L’altra componente, l’applicazione, rappresenterà l’assistente digitale in mano agli utenti.

Il valore di base di Service Delivery Platform è la capacità di mettere a fattore comune funzionalità di base come la sicurezza, l’autenticazione, la gestione dei pagamenti. In pratica SDP agisce come un layer su cui i servizi si innestano. In questo modo è garantità omogeneità di funzionamento e di interfaccia, unicità (single sign-on) ed efficienza.

Le complessità in occasione di Expo 2015 sono date dal volume di transazioni in un periodo limitato di tempo (si pensa a milioni di transazioni nell’arco delle 24h), che comprendono l’acquisto dei biglietti, ma anche le notifiche ai visitatori, il couponing. Per quanto riguarda l’acquisto del biglietto, per esempio, attraverso l’applicazione saranno integrati servizi Accenture, ma anche di Banca Intesa e Best Union Company. In pratica tra tutti i canali di vendita dei biglietti è Accenture che garantisce la registrazione e la gestione del biglietto in relazione al profilo del visitatore.

Entra nel dettaglio Morchio: “Proprio nel caso della profilazione del visitatore, una delle funzionalità non innovative ma molto interessanti, è quello della localizzazione e della notifica di eventi e couponing in funzione del profilo inserito”.

Vediamo quindi come funzioneranno i servizi della piattaforma: il visitatore scarica l’applicazione di Expo, può registrarsi e compilare un suo profilo relativamente alle aspettative e i suoi interessi personali. Può quindi comprare dei biglietti, capire con la mappa interattiva come sarà strutturata l’area espositiva, in base agli eventi l’utente può calendarizzare gli eventi cui partecipare, i biglietti vengono abbinati alla sua profilazione, e tutto viene registrato all’interno dell’SDP e verrà utilizzato poi per le notifiche prima e durante la sua visita, in relazione ai box attivati nella profilazione. Nel momento in cui visita Expo il visitatore potrà, attraverso l’applicazione, entrare utilizzando un QR Code, la piattaforma è responsabile della validazione dell’accesso (uno degli esempi di integrazione) e poi provvede la piattaforma a inviare gli alert corretti all’utente.

La tematica di ‘location management’ integrata con i partner commerciale e con i padiglioni che organizzano gli eventi è un fiore all’occhiello della piattaforma.

E a queste funzionalità si aggancia il tema interessante degli analytics (back-office) la funzionalità è parte integrante dell’SDP e la componente analytics è gestita da Accenture, per quanto, ovviamente i dati restano proprietà di Expo 2015.

Morchio: “Le potenzialità degli analytics sono strettamente legate all’utilità, Accenture non è limitata nelle potenzialità di analisi, ma Expo deciderà di sfruttarle in relazione al loro valore, e quindi anche in relazione al fatto che qualcuno sia intenzionato a comprare queste informazioni”. La gestione sull’applicazione è transazionale, quindi fluida. Non essendo una fiera commerciale non ci si aspettano grandi transazioni su analitycs di vendita, ma più su dinamiche di interesse culturale, almeno in termini di profilazione, o a fini turistici, e di organizzazione di servizi locali.

E arriviamo all’ultimo tema, ma forse anche il più importante: l’eredità di Expo, anche dal punto di vista tecnologico. Secondo Morchio: “La combinazione generata dalla proposta tecnologica Accenture è effettivamente risultata innovativa e nuova, mentre i singoli elementi della nostra proposta erano ben collaudati. L’ecosistema dei partner tecnologici sta cercando di attivare dei servizi che in termini di fruibilità e di utenza siano semplici e utili, in back anche tecnologicamente articolati, ma su cui la capacità di aggregazione di componenti complesse resti come eredità nel contesto non solo milanese, ma per tutto il sistema Paese, proprio come contributo fondamentale anche per la nostra Agenda Digitale, come esempio di possibile collaborazione di partner pubblici e privati”.

Accenture come Global Partner di Expo 2015, come da gara pubblica, ha dato un contributo superiore ai 25 milioni di euro, che è la valorizzazione minima per tutti i Global Partner.

 

 

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