Mario Monti: Gli investimenti in banda larga e Agenda Digitale, fuori dal Fiscal compact

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Il Premier Mario Monti ha spiegato che nel corso del prossimo triennio gli investimenti in banda larga e Agenda Digitale, saranno conteggiati fuori dal pareggio di bilancio, introdotto in Costituzione

Il governo di Mario Monti torna a parlare di innovazione, in occasione della conferenza “The state of the Union” a Firenze. Il Premier ha spiegato che nel corso del prossimo triennio gli investimenti in banda larga e Agenda Digitale, saranno conteggiati fuori dal Fiscal compact. L’Agenda Digitale è al centro del Decreto Digitalia, previsto a giugno. Ormai mancano poche settimane al Digitalia: per dotare l’Italia di infrastrutture e servizi basati su Internet, la cabina di regia ha lanciato la fase di consultazione pubblica dell’Agenda Digitale. Ttutti gli stakeholder (cittadini, organizzazioni e istituzioni interessati) hanno tempo fino all’11 maggio, per sottoporre i propri contributi, proposte ed idee sul sito di Agenda Digitale.

La Commissaria europea per l’agenda digitale, Neelie Kroes, poche settimane fa, ha spiegato che solo il ritardo nella banda larga costa all’Italia l’1,5% del Pil. nel Nel mercato Ict entro il 2015 infine serviranno 700.000 professionisti.

Dall’ultimo Rapporto sullo Stato di Internet relativo al quarto trimestre 2011 di Akamai emerge che l’Italia è ultima fra i veloci, e prima fra i lenti. Nella classifica i Paesi Bassi dominano in Europa con una media nazionale superiore agli 8 Mbps, mentre mettono a segno un balzo Irlanda, Svizzera e Austria, che registrano tassi di incremento della velocità nell’ordine del 30% (l’Irlanda si distingue con un +39 per cento). L’Italia langue con una velocità media di connessione di 3,9 Mbps, in crescita del 12% anno su anno (con un picco di 16 Mbps), ma ancora lontrano dalle vette della classifica.

Nelle connessioni a banda ultralarga, pari al 27% del traffico sulla piattaforma Akamai, risulta il primato dell’Europa, con Paesi Bassi, Belgio, Svizzera, Lettonia, Romania, Repubblica Ceca e Danimarca nella top ten, guidata come sempre dalla Corea del Sud. Luci ed ombre per l’Italia: con un incremento di appena lo 0,5% mette in evidenza tutti i ritardi del paese; oggi solo il 14% degli italiani può accedere a connessioni con una velocità superiore ai 5 Mbps, il che conferisce all’Italia il terzultimo posto nella classifica europea. E non deve consolare gli italiani che la Francia, con una percentuale di penetrazione del 13%, sia alle spalle dell’Italia. Nelle connessioni a banda larga a 2 Mbps, l’Italia è al decimo posto in Europa, con una penetrazione dell’87%. Il nostro paese infine vanta un triste primato nelle connessioni lente: lo 0,7% degli italiani ancora si collega a Internet a velocità inferiore a 256 kbps.

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Autore: ITespresso
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