Marissa Mayer (Yahoo!), 186 milioni di dollari per aver fallito

Aziende
La trimestrale di Yahoo! batte le stime

Un documento depositato presso l’autorità della Borsa Usa, la Sec, evidenzia gli emolumenti ‘assurdi’ di Marissa Mayer, Ceo di Yahoo!, frutto della cessione del business Internet a Verizon

Siamo pronti a scandalizzarci per le buonuscite dei manager del nostro Paese, così come per gli stipendi dei dirigenti, per il fatto che in tantissimi casi, si pensi alle banche nostrane, sono loro stessi a potersi auto premiare. Lo stesso avviene anche nella Pubblica Amministrazione, dove capita che i dirigenti comunali fissino prima i propri obiettivi, minimi, e si autocelebrino con l’integrazione di stipendio poi, per averli raggiunti…

Tuttavia, tra i tanti casi, quello di Marissa Mayer, Ceo uscente di Verizon-Aol-Yahoo!, che l’8 giugno prossimo e dopo cinque anni di mandato, lascia  l’azienda con il bottino di 186 milioni di dollari, è del tutto emblematico, anche perché parliamo di un’azienda americana. Tanto basterebbe a sfatare il luogo comune per cui “solo in Italia succedono certe cose”.

La Mayer lascia Yahoo! portandosi a casa una buona scorta di fallimenti in azienda e una cifra assurda, che oggi pare scandalosa a noi, come al resto del mondo, ma che evidentemente qualcuno deve pur avere concordato con la Mayer, considerato che non andrà a rapinare le casse di Yahoo! per prendersi quei soldi. La cifra è citata da un documento depositato presso l’autorità di borsa statunitense, la SEC.

Aol nel mirino di Yahoo (in foto: Marissa Mayer, Ceo di Yahoo!)
Marissa Mayer, Ceo di Yahoo!

Sembra che del ‘bottino’ (ci sia consentito chiamarlo così) 23 milioni di dollari siano riconducibili alla voce ‘paracadute dorato’ quello garantito nel caso in cui la Mayer avesse lasciato entro 12 mesi dalla finalizzazione dell’accordo con Verizon (e siccome c’è già il nome del successore…).

Circa 84 milioni di dollari sono invece riconducibili a stock options, e circa 25 milioni sarebbe il valore dei titoli vincolati, etc. etc. Soprattutto fa sorridere che la dirigente sia la terza azionista proprio dietro a David Filo, e Jeffrey Smith.

Tutti conoscono il significato del primo dei due nomi nella storia di Yahoo!, e tutti invece si dimenticheranno presto la Mayer, o la ricorderanno per il mandato che possiamo definire fallimentare nel tentativo di rilancio del colosso statunitense.

Possiamo ricordare l’ultima violazione a marzo, quella di settembre 2016, e poi ancora la svalutazione subìta a maggio 2016, quando il valore di Yahoo! è precipitato sotto i due miliardi di dollari, i tagli del personale, etc. etc. A Mayer invece si deve riconoscere la capacità di rimanere in sella nonostante tutto e tutti: evidentemente alla propria, di sicurezza, il Ceo ha saputo pensare eccome.   

Ricordiamo infine che il business di Yahoo! nell’accordo di buyout che la porta nelle braccia di Verizon è stato valutato 4,8 miliardi di dollari, poi gli attacchi più recenti lo hanno ribassato a 4,48 miliardi.

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